Le somme della protesta sopra e sotto la torre ex Carlo Erba di via Imbonati a Milano
di Comitato Immigrati Milano

LA TORRE. La protesta condotta sopra e sotto la torre di via Imbonati a Milano, si è conclusa. Si è chiusa quella fase molto speciale della nostra mobilitazione, ma la lotta continua. L’iniziativa di via Imbonati è nata in primo luogo come tentativo di proseguire, facendole eco, la clamorosa protesta dei fratelli immigrati saliti sulla gru a Brescia e di coloro che li hanno sostenuti dal presidio di piazza San Faustino. Il problema della “sanatoria truffa” era stato, sin dal giugno scorso, al centro di numerose iniziative a Milano, promosse dal Comitato Immigrati. Però, sino a quel momento, non vi era stato alcun ascolto da parte delle istituzioni né attenzione da parte dell’opinione pubblica.
Quindi, consideriamo che l’iniziativa della torre abbia raggiunto alcuni dei suoi obiettivi: le conseguenze disastrose della sanatoria truffa del 2009, con 50mila immigrati che rimarranno senza permesso di soggiorno, sono state portate sotto gli occhi di tutti.

Manifestazione 20 Novembre Via Imbonati

Torre via Imbonati occupata per diritto alla sanatoria

DALLA TORRE DI VIA IMBONATI

Abbiamo potuto leggere le dichiarazioni che il vicesindaco De Corato ha fatto oggi dopo l’espulsione del nostro fratello “Mimmo”. Il vicesindaco non si smentisce: non vuole essere secondo a nessuno, quando si tratta di far la faccia feroce e competere coi suoi alleati/concorrenti della Lega Nord sul piano del cinismo e del disprezzo per chi, nella società italiana, è costretto in una condizione di subalternità.

Per farlo non esita a rovesciare la realtà e confondere le carte in tavola.

Si appella alla “legalità”, ma il pulpito da cui parla è il partito di Berlusconi che, come noto, delle leggi ha fatto scempio, parla di “ricatto” compiuto da chi protesta in difesa dei propri diritti e della propria dignità, quando è ormai sotto gli occhi di tutte le persone oneste il fatto che rifiutare un permesso di soggiorno a chi lavora in Italia pone, invece, proprio questi lavoratori, in una condizione di quotidiana e assoluta ricattabilità da parte di datori di lavoro e procacciatori di manodopera non sempre specchiati e spesso inclini a ignorare qualsiasi norma di civile convivenza e di equità nei rapporti di lavoro.

Il vicesindaco, auspicando “fermezza” verso “i clandestini che hanno protestato in via Imbonati”, in realtà, lancia oblique minacce rivolte non solo all’incolumità degli immigrati che hanno dato vita a una pacifica e civile protesta ma allo stesso diritto di esprimere le proprie idee e le proprie rivendicazioni in questa città.

 

STARE AL FIANCO DEGLI IMMIGRATI IN LOTTA PER I LORO DIRITTI SIGNIFICA DIFENDERE LA LIBERTA’ DI TUTTI!

FACCIAMO APPELLO A TUTTI A PARTECIPARE IN MASSA
ALLA MANIFESTAZIONE DI SABATO 20!
Appuntamento sotto la torre alle ore 15