{"id":1960,"date":"2013-08-10T21:20:00","date_gmt":"2013-08-10T19:20:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pumilano.it\/workshop-euro-guerra\/?p=1960"},"modified":"2020-04-10T21:29:35","modified_gmt":"2020-04-10T19:29:35","slug":"nino-galloni-storia-della-crisi-economica-italiana-e-possibili-via-di-uscita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pumilano.it\/workshop-euro-guerra\/2013\/08\/nino-galloni-storia-della-crisi-economica-italiana-e-possibili-via-di-uscita\/","title":{"rendered":"Nino Galloni: storia della crisi economica Italiana e possibili via di uscita"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Partito Umanista:Workshop la Guerra del&#039;Euro discorso di Nino Galloni\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/SnO-MuTCfXQ?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p>42.10<\/p>\n\n\n\n<p>GALLONI: Allora, dicevo, prima di tutto sgombriamo il campo da un equivoco, che pu\u00f2 riguardare anche la mia posizione sull\u2019Euro, io considero l\u2019Euro un qualcosa di mal fatto, mal nato e mal pensato, che come poi dir\u00f2 meglio non \u00e8 neanche una moneta, \u00e8 un insieme di regole sbagliate, che in parte sono state applicate in modo miope e in parte non sono applicabili.<\/p>\n\n\n\n<p>E questa \u00e8 una visione direi storico-razionale della cosa, come cercher\u00f2 poi di dimostrare nella prima parte di questo mio intervento, poi ci sono altre due posizioni sull\u2019Euro, pi\u00f9 o meno irrazionali, sicuramente la pi\u00f9 irrazionale \u00e8 quello della difesa, come dire apodittica, incondizionata e acritica, dello stesso, di cui tu hai parlato prima e non aggiungo nulla. Poi c\u2019e un\u2019altra posizione che \u00e8 in parte irrazionale, in parte no, che \u00e8 quella dei complottisti per cui l\u2019Euro sarebbe il frutto di un progetto che, come dire, poggia le sue radici negli anni \u201830 e in una visione di asservimento dell\u2019Europa, meditata in ambito di alcuni circoli esoterici che per\u00f2 poi ci ritroviamo a dirigere il Bilderberg e altre situazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 non condivido pienamente questa visione complottista, perch\u00e8 nella mia lettura di ricercatore dei fenomeni storici ed economici, ma anche nella mia esperienza di direttore del ministero del lavoro, mi sono accorto che questi cosiddetti poteri forti, non sono forti per niente se trovano qualcuno che li contrasta. Quindi da una parte la loro preoccupazione \u00e8 quella di piazzare personaggi a loro favorevoli che non li contrastino, dall\u2019altra per\u00f2 quando poi per eventi vari, che si chiamino Roosvelt, si chiamino Kennedy o via dicendo, c\u2019e qualcuno che li contrasta, chiaramente questi poteri forti perdono completamente questa loro prerogativa.<\/p>\n\n\n\n<p>44,45<\/p>\n\n\n\n<p>Quindi il fatto che siano gnomi della finanza, dell\u2019alta finanza i Rockefeller, i Rothschild eccetera, che stiano li a tramare contro l\u2019umanit\u00e0 \u00e8 ampiamente dimostrato, ma che poi l\u2019effetto dei crimini contro l\u2019umanit\u00e0 sia ascrivibile in modo diretto, continuativo e sistematico alle loro riunioni, alle loro trame, alle loro chiacchierate, questo mi lascia delle notevoli perplessit\u00e0; e con ci\u00f2 non voglio stroncare la posizione complottista, sia chiaro, o la ricostruzione di eventi e di fatti di un certo tipo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ah ecco, \u00e8 arrivato Armando Siri, avevo preannunciato la tua venuta, accompagnato da Marco Perino, poi dopo, magari, come vogliamo fare? Quando finisco la mia relazione facciamo le domande e poi se vuoi fare.. hai fretta? No&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>45.41<\/p>\n\n\n\n<p>Allora riprendiamo il filo del discorso e vediamo come siamo arrivati anche all\u2019Euro, ma questo lo far\u00f2 rapidamente visto che in pratica \u00e8 pi\u00f9 un ripasso quello che sto cercando di fare.<\/p>\n\n\n\n<p>Partiamo come al solito dal 1944, in cui vengono decise due cose: una pi\u00f9 importante e una pi\u00f9 conosciuta.<\/p>\n\n\n\n<p>La cosa pi\u00f9 importante \u00e8 che i paesi leader del pianeta, che sono quelli che poi ribadiranno i loro accordi poco dopo a Yalta, si rendono conto che, per far crescere l\u2019economia mondiale, occorre che i paesi leader, i paesi forti aiutino quelli che vogliono dotarsi di un apparato industriale o comunque essere autonomi economicamente.<\/p>\n\n\n\n<p>Si parla di apparato industriale perch\u00e9 come potrete intuire negli anni 40 il clou dell\u2019economia non era tanto l\u2019agricoltura o i servizi, ma era l\u2019industria pesante, l\u2019industria metalmeccanica, in parte l\u2019industria petrolchimica che cominciava.<\/p>\n\n\n\n<p>La seconda cosa \u00e8 quella pi\u00f9 conosciuta e che riguarda la moneta, cio\u00e8, al di l\u00e0 di quella che era la posizione di Keynes che fu battuta e superata da quella di White si decise di agganciare il dollaro, secondo un rapporto fisso di 35 dollari appunto per un oncia di oro, all\u2019oro e, conseguentemente, tutte le altre valute che erano agganciate in modo fisso, a cambio fisso, con l\u2019oro potevano corrispondere a quel valore che era necessario per garantire almeno ai non residenti di convertire la propria moneta in dollari e i dollari in oro.<\/p>\n\n\n\n<p>47,42<\/p>\n\n\n\n<p>Abbiamo un quasi trentennio di grande sviluppo, in cui sicuramente il Paese che fa progressi maggiori \u00e8 l\u2019Italia, la quale si trover\u00e0 appunto negli anni settanta ad aver superato inaspettatamente l\u2019Inghilterra, avvicinare la Francia, minacciare da un punto di vista della sua competitivit\u00e0 la Germania, ma l\u2019anno pi\u00f9 importante di cui tu hai parlato \u00e8 il 1971, quando cade uno degli elementi fondamentali, ma non il pi\u00f9 importante, degli accordi di Bretton Woods e cio\u00e8 la convertibilit\u00e0 in oro del dollaro per i non residenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 \u00e8 importante questa data? Perch\u00e9 dimostra oltre ogni ragionevole dubbio che le teorie cartaliste erano erano corrette, cio\u00e8 che fondamentalmente la moneta poteva esistere senza avere un valore intrinseco, poteva essere un pezzo di carta che per convenzione o per corso forzoso, per legge, veniva come dire utilizzata pro soluto o pro solvendo, a seconda dei casi, di tutti i debiti.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma perch\u00e9 questo avviene nel 1971? Perch\u00e9 \u00e8 a partire da quel periodo, anno pi\u00f9, anno meno, per la prima volta nella sua storia, perlomeno nella sua storia plurimillenaria, perch\u00e9 poi c\u2019e una storia anche precedente dell\u2019umanit\u00e0, l\u2019umanit\u00e0 si trova a superare le condizioni di scarsit\u00e0 materiale. Cio\u00e8 i beni e i servizi, parliamo del cibo, parliamo di vestiario, parliamo di mezzi di trasporto potenzialmente non sono pi\u00f9 scarsi, cio\u00e8 ce n\u2019\u00e8 pi\u00f9 che abbastanza. Questo fa si che ovviamente, mentre in precedenza la centralit\u00e0 nell\u2019economia fosse del produttore, perch\u00e9 comunque c\u2019era domanda e, quindi, \u00e8 l\u2019offerta che corrispondeva, alla domanda perch\u00e9 la domanda comunque rimaneva parzialmente insoddisfatta; dopo questa data la centralit\u00e0 \u00e8 nella capacit\u00e0 di vendita dei prodotti e quindi sembrerebbe rafforzarsi l\u2019enfasi assicurata dalla teoria keynesiana al momento appunto della domanda del consumo e via dicendo.<\/p>\n\n\n\n<p>50.16<\/p>\n\n\n\n<p>E qui tornano anche come dire alla memoria le ricerche di quel Kontradieff che infondo aveva preceduto Keynes di almeno10 anni, pur facendo una brutta fine perch\u00e9 aveva sbagliato Paese.<\/p>\n\n\n\n<p>Per\u00f2, ecco qui, negli anni 70 che cosa succede? Succede che a questo sganciamento dell\u2019oro dal dollaro e alla ripresa delle classi medie all\u2019interno dei singoli Paesi, occidentali, di cui hai parlato tu &#8211; ma c\u2019\u00e8 anche un forte come dire subbuglio che proviene di Paesi produttori di petrolio &#8211; per cui comincia una fase definita dagli studiosi di erraticit\u00e0 dei cambi. In realt\u00e0 che cosa succede durante gli anni \u201870? Che i paesi pi\u00f9 deboli non riuscendo a vendere all\u2019estero abbastanza o perch\u00e9 stanno importando troppo devono svalutare la propria valuta, la propria moneta, mentre i paesi forti avendo un eccesso di esportazioni e via dicendo, devono rivalutarla. Per\u00f2 pian piano, durante gli anni \u201870, e si arriver\u00e0 al G7 fondamentale del 1979, si va alla rottura della logica lungimirante e di equilibrio di Bretton Woods, cio\u00e8 si arriva all\u2019idea, di cui \u00e8 come dire il principale testo di riferimento <em>Il dibattito proibito<\/em> di Fitoussi, al fatto che ciascun Paese dev\u2019essere responsabile dell propria bilancia dei pagamenti. Questo vuol dire che se un Paese debole non riesce ad equilibrare la sua bilancia commerciale dovr\u00e0 aumentare il tasso di interesse per attirare i capitali e riequilibrare la bilancia dei pagamenti. La bilancia dei pagamenti ha fondamentalmente due componenti, quella commerciale &#8211; import export &#8211; e quella dei capitali. Quindi se non riesce a riequilibrare con la bilancia commerciale deve riequilibrare con la bilancia dei pagamenti. Viceversa i paesi forti, non dovendo pi\u00f9 rivalutare il proprio cambio, abbassano il tasso di interesse, perch\u00e9 non sono interessati a ricevere ulteriori capitali, perch\u00e9 la loro bilancia \u00e8 gi\u00e0 in equilibrio.<\/p>\n\n\n\n<p>53.11<\/p>\n\n\n\n<p>Il risultato di questa politica \u00e8 invece il disequilibrio cronico perch\u00e9 si crea un sistema che come tale \u00e8 insostenibilie a differenza del precedente. Perch\u00e9 i Paesi deboli diventano sempre pi\u00f9 deboli \u2013 perch\u00e9 aumentare il tasso di interesse significa fare meno investimenti e diventare meno competitivi, quindi peggiorare la propria bilancia commerciale e quindi dover accelerare sul pedale dell\u2019aumento dei tassi di interesse \u2013 viceversa i paesi forti diventano sempre pi\u00f9 forti perch\u00e9 riducendo il tasso di interesse hanno maggiori opportunit\u00e0 di investimenti anche tecnologici e anche di crescita della propria competitivit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>53.55<\/p>\n\n\n\n<p>Con gli anni \u201870 emergono fondamentalmente 3 o meglio 4 grosse tendenze culturali le quali poi saranno all\u2019origine di tutte le rovine successive. La <em>prima<\/em> \u00e8 che scoperto che non ci sono pi\u00f9 limiti materiali, ovvero monetari, alla crescita dell\u2019economia, si impone un altro limite che \u00e8 quello ecologico, dell\u2019ambiente. Quindi nascono, con il Club di Roma o meglio Peccei e un certo tipo di ambientalismo o ambientalismi, la teoria diciamo cos\u00ec neo malthusiana secondo la quale la crescita dell\u2019economia e delle industrie in tutti i Paesi del Pianeta, vedi India, vedi Cina e via dicendo, sarebbe insostenibile per le risorse del pianeta e per la sostenibilit\u00e0 dei livelli di inquinamento. In realt\u00e0 le equazioni o l\u2019equazione che propone il Club di Roma \u00e8 un\u2019equazione non corrispondente alle cose. E\u2019 un equazione lineare in cui aumentando la produzione aumenta proporzionalmente la quantit\u00e0 di agenti inquinanti e il consumo delle risorse, per cui si arriva a un punto in cui non \u00e8 pi\u00f9 sostenibile il modello. L\u2019economia non funziona cos\u00ec. L\u2019economia funzione che all\u2019aumentare delle quantit\u00e0 produttive diventa conveniente introdurre delle tecnologie che risparmino le risorse pi\u00f9 scarse e che riducano la quantit\u00e0 di agenti inquinanti per unit\u00e0 di prodotto, soprattutto se ci sono delle politiche in tal senso, che lo impongano ovviamente. Quindi se io imprenditore so che c\u2019ho una legge che mi impone di ridurre e abbassare l\u2019inquinamento, io devo introdurre le tecnologie per evitare di pagare multe, tasse e via dicendo. Questo \u00e8 il punto. Quindi l\u2019equazione che esprime come lo sviluppo, soprattutto industriale, determini inquinamenti o consumo di risorse pregiate o scarse o non rinnovabili non \u00e8 un equazione lineare. E\u2019 un\u2019equazione differenziale con derivate parziali per cui ,in effetti, il problema \u00e8 se tutti quanti fanno una politica che renda conveniente l\u2019introduzione di tecnologie sempre pi\u00f9 avanzate, in grado di risparmiare risorse pregiate per unit\u00e0 di prodotto, ovvero quantit\u00e0 di inquinanti per unit\u00e0 di prodotto. Questo \u00e8 il cuore della faccenda.<\/p>\n\n\n\n<p>56.59<\/p>\n\n\n\n<p>La <em>seconda<\/em> ondata culturale nefasta \u00e8 quella che riguarda il rapporto tra aumento dei mezzi monetari e inflazione e cio\u00e8 che ci sia un rapporto diretto fra le due cose. In realt\u00e0 con il legame della moneta con l\u2019oro la difficolt\u00e0 a definire la giusta quantit\u00e0 di moneta nasceva proprio dal fatto che l\u2019equazion\u00e8 \u00e8 un equazione differenziale con derivate parziali rispetto al problema della quantit\u00e0 di oro che c\u2019era nel valore intrinseco della moneta. Dopo il 1971 invece l\u2019equazione che descrive la quantit\u00e0 di moneta diventa un\u2019equazione lineare. Cio\u00e8 ci vuole tanta moneta quanta ne domandano gli investimenti buoni e necessari che si vanno a ipotizzare. E quindi la teoria che l\u2019aumento della moneta determini un aumento di inflazione dimostra tutta la sua infondatezza. E infatti chi la sostiene vince il premio Nobel per quelle che sono le contraddizioni della specie umana&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>E in effetti il rapporto tra mezzi monetari e inflazione \u00e8 determinato dalla quantit\u00e0 di beni e servizi che questa moneta \u00e8 in grado di comperare. Se cio\u00e8 i beni e servizi sono scarsi come poteva essere nel passato \u00e8 chiaro che l\u2019aumento di mezzi monetari determina inflazione. Ma non perch\u00e9 si inflazioni la moneta, ma perch\u00e9 non ci sono i beni e servizi da comprare e quindi la scarsit\u00e0 determina l\u2019innalzamento dei loro prezzi. Faccio sempre l\u2019esempio di quello che successe in Europa durante il 16\u00b0 secolo quando arrivarono metalli preziosi dalle Americhe, dal nuovo mondo, e furono monetati. La gente andava a comprare beni, soprattutto cibo e vestiario, ma non c\u2019erano perch\u00e9 le capacit\u00e0 tecnologiche del tempo non erano in grado di corrispondere al tipo di bisogni che venivano veicolati da questa nuova moneta. E quindi ci fu la botta inflattiva tremenda eccetera.<\/p>\n\n\n\n<p>59.26<\/p>\n\n\n\n<p>La <em>terza<\/em> ondata diciamo cos\u00ec culturale che ci interesssa e che caratterizza gli anni \u201870 \u00e8 l\u2019abbandono del modello delle economie di scala. Cio\u00e8, in nome del fatto che ci sono le rigidit\u00e0 produttive e dall\u2019altro, del <em>quarto<\/em> elemento, diciamo cos\u00ec, di cambiamento culturale di quel periodo \u2013 e cio\u00e8 la diversificazione e la segmentazione della domanda da parte dei consumatori che, durante gli anni \u201860, ovviamente, hanno cominciato ad imporre i loro gusti e la diversificazione delle loro richieste \u2013 viene messo in crisi il modello delle economie di scala e quindi il modello dei costi decrescenti che ha caratterizzato lo sviluppo capitalistico fino a quel periodo. In realt\u00e0 non \u00e8 che cambia questa caratteristica dello sviluppo capitalistico, ma viene a cambiare il substrato culturale fondamentale. Fino a quel punto la forza e la caratteristica del Paesi cosiddetti a democrazia industriale, industrializzati, o sviluppati o in vario modo definiti stava nel fatto che i sindacati imponevano e ottenevano aumenti salariali. Conseguentemente il lavoro diventava una risorsa sempre pi\u00f9 costosa e diventava conveniente introdurre tecnologie per risparmiarlo. Questa innovazione tecnologica a sua volta garantiva profitti, salari alti, tasse che potevano servire per sviluppare i servizi sociali, per cui tutto il sistema si basava su questa distribuzione dei guadagni di produttivit\u00e0, che \u00e8 tipica delle economie di scala, delle teorie dei costi decrescenti e anche del cosiddetto modello renano. Perch\u00e8 poi \u00e8 curioso che la Germania applichi un modello a se stessa di bassi tassi di interesse, di alti investimenti tecnologici, di elevati salari e di spesa pubblica in equilibrio e poi non voglia che quello stesso modello possa essere applicato dai paesi vicini. Questa \u00e8 un\u2019altra di quelle contraddizioni.<\/p>\n\n\n\n<p>1.1.49<\/p>\n\n\n\n<p>Dunque, questi 4 fenomeni di cui abbiamo parlato e, allora, in nome dell\u2019alternativa, cio\u00e8, praticamente, della teoria invece dei costi crescenti, vengono richiesti riduzioni di democrazia, di presenza dei sindacati e degli stessi salari dei lavoratori. Perch\u00e9 se i costi sono crescenti e c\u2019\u00e8 la globalizzazione il mantenimento di elevati salari determina perdita di competitivit\u00e0 e, conseguentemente, chiusura delle aziende. Questo \u00e8 il motivo su cui e stata poi favorita e introdotta la nuova politica del mercato del lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p>1.2.45<\/p>\n\n\n\n<p>Con, adesso non sto qui a ripetere, appunto l\u201981 e la netta separazione tra le Banche Centrali e i problemi di fabbisogno dei Tesori, dei Governi, per\u00f2 va appunto sottolineato il caso italiano perch\u00e9 \u2013 mentre noi avevamo lo stesso regime che aveva per esempio l\u2019Inghilterra \u2013 durante gli anni \u201880 la Banca d\u2019Inghilterra, se il Governo era in difficolt\u00e0, stampava Sterline, mentre la Banca d\u2019Italia non solo non stampava pi\u00f9 Lire, ma non comprava neanche pi\u00f9 \u2013 come hai ricordato e poi come ho scritto anche in un mio testo \u2013 i Titoli. Per cui se ad un asta non veniva venduto il 100 per cento dell\u2019offerta, veniva venduto per esempio l\u201980 per cento, sull\u2019altro 20 per cento aumentavano i tassi d\u2019interesse e poi su tutta l\u2019offerta veniva applicato quel tasso di interesse.<\/p>\n\n\n\n<p>1.3 50<\/p>\n\n\n\n<p>Questo \u00e8 il meccanismo cosiddetto dell\u2019asta marginale che ha prodotto quell\u2019innalzamento degli interessi per cui poi il nostro debito pubblico \u00e8 esploso. E poi \u00e8 culminato nella nota vicenda dell\u201989 in cui ci fu l\u2019accordo \u2013 come lo ricordo en passant, perch\u00e9 adesso credo che la maggior parte di voi abbia visto anche quei video dove io approfondisco anche la mia esperienza personale al Ministero dell\u2019Economia, che allora si chiamava in un altro modo, ma non cambia la sostanza \u2013 in cui praticamente l\u2019accordo tra Mitterand e Khol: Mitterand che si preoccupava di indebolire la competitivit\u00e0 della Germania, ma in cambio era disposto ad appoggiare la riunificazione dopo o con la caduta del muro di Berlino. Finch\u00e9 poi, alla fine, anche Andreotti abbandona la posizione filo americana ed euroscettica e diventa anche lui dalla stessa parte diciamo cos\u00ec di Guido Carli, diciamo di Ciampi ecc., che erano quelli che io chiamo gli euroestremisti che avrebbero in seguito portato fino all\u2019Euro. Non si \u00e8 capito bene se sia stato scaricato dagli americani o se li abbia scaricati lui, il risultato non cambia e, praticamente, in Italia inizia una deindustrializzazione forzata per consentire all\u2019accordo fra Khol e Mitterand di essere, come dire, operativo. Quindi noi assistiamo durante gli anni novanta alla svendita di tutto il nostro patrimonio industriale. Pensate che industrie leader mondiali venivano vendute, appunto, o meglio svendute al valore di magazzino, come se fossero delle aziende decotte o perse, per cui poi c\u2019era tutta la campagna, chi \u00e8 pi\u00f9 anziano se la ricorda, contro le partecipazioni statali, contro l\u2019industria pubblica; quando invece poi queste partecipazioni statali, con tutti i loro lati oscuri in termini di corruzione, di nomine eccetera, che erano mostruosi, per\u00f2 avevano e hanno contribuito a far grande l\u2019Italia in quel senso perch\u00e9, comunque, erano considerate imprese altamente competitive sui cosiddetti mercati internazionali.<\/p>\n\n\n\n<p>Che adesso di queste cose ne abbiamo solo dei resti, tuttavia ancora abbastanza efficienti.<\/p>\n\n\n\n<p>1.6.8<\/p>\n\n\n\n<p>Quindi nel \u201992 va in crisi quel modello che aveva sostituito gli accordi di Bretton Woods secondo cui i Paesi deboli dovevano aumentare i tassi di interesse per riequilibrare la bilancia dei pagamenti e i Paesi forti potevano ridurre per non rivalutare i tassi d\u2019interesse e quindi si rafforzavano.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel settembre del \u201892 c\u2019\u00e8 la crisi del mercato obbligazionario e la fine di quel modello diciamo monetario. Nel frattempo che cosa \u00e8 successo? Che i redditi delle famiglie si sono ridotti del 40 per cento; questi sono i dati della situazione che conosco di pi\u00f9 degli Stati Uniti d\u2019America e, quindi, praticamente, si sarebbe dovuta ridurre alla fine degli anni \u201880, all\u2019inizio degli anni \u201990 l\u2019economia, la domanda e conseguentemente la produzione ugualmente del 40 per cento, quindi la crisi doveva cominciare con il crollo del mercato obbligazionario. Invece che cosa succede? Succede che le Banche fanno da ammortizzatore sociale cio\u00e8 prestano alle famiglie denaro con il quale le famiglie vanno a comprare i titoli in Borsa e con i guadagni di Borsa finanziano la differenza fra i loro redditi da lavoro \u2013 ridotti a causa della flessibilizzazione ben del 40 per cento \u2013 e il livello dei consumi che viene ripreso. E pagano anche gli interessi ovviamente alle banche che hanno fatto il prestito.<\/p>\n\n\n\n<p>1.7.46<\/p>\n\n\n\n<p>Il boom della Borsa dal \u201992 al 2001 deriva dal fatto che si sviluppano queste nuove tecnologie, che i tassi d\u2019interesse appunto sono crollati, quindi riprendono gli investimenti, ma il mercato anche borsistico e quindi la propriet\u00e0 delle imprese viene dominata dai grandi fondi pensione, dai grandi investitori istituzionali, i quali comprano pacchetti di controllo. Mentre il singolo risparmiatore o le famiglie di cui ho parlato prima comprano, come potrebbe capitare a chiunque di noi se avessimo risparmi in esubero, partecipazioni di minoranza e quindi ci accontentiamo di una certa remunerazione del capitale, invece gli investitori istituzionali, i fondi pensione si sentono obbligati nei confronti dei loro sottoscrittori a mantenere gli impegni che avevano preso nel decennio precedente quando i tassi obbligazionari erano intorno al 7 per cento reale. Quindi impongono al management delle imprese di raggiungere questo 7 per cento.<\/p>\n\n\n\n<p>Quindi praticamente lo shift off da obbligazioni ad azioni fa s\u00ec che il profitto \u2013 o meglio il saggio del profitto che nel capitalismo come lo avevamo conosciuto fino a quel tempo \u00e8 una conseguenza del rischio dell\u2019impresa e, quindi, giustifica che l\u2019imprenditore o l\u2019impresa lo incameri perch\u00e9 ha affrontato un rischio, dando un contributo sociale all\u2019occupazione, alla produzione, eccetera \u2013 con il \u201992 e con la presenza sui mercati dei capitali dei grandi investitori istituzionali, dei grandi fondi pensione, viene abbandonato quel modello culturale. Cio\u00e8 in sostanza il rischio viene scaricato sulla comunit\u00e0, sia lo Stato, siano le famiglie e il profitto viene anticipato rispetto al ciclo del prodotto, cio\u00e8: mi devi dare il 7%; obiettivo che non \u00e8 difficile da raggiungere in quei campi di alta tecnologia, innovazione eccetera, dove si fa pi\u00f9 profitto in pratica o nelle nicchie, ma che praticamente \u00e8 impossibile da conservare o da mantenere nella gran parte dell\u2019economia che \u00e8 cosiddetta tradizionale e cio\u00e8 produzione di commodities e altro.<\/p>\n\n\n\n<p>1.10.23<\/p>\n\n\n\n<p>Per cui si impone il taglio dei lavoratori pi\u00f9 anziani e pi\u00f9 esperti, si chiudono i centri di ricerca e questa economia entra in crisi. Noi economisti non ci spiegavamo com\u2019\u00e8 che dopo il \u201892 non aumentava l\u2019occupazione. Noi ci aspettavamo che con la riduzione dei tassi d\u2019interesse sarebbe ripresa l\u2019occupazione, invece l\u2019occupazione continuava a calare per via di questo meccanismo che all\u2019inizio fu sottovalutato, soprattutto dalla sinistra, che invece vedeva negli investitori istituzionali una forma di capitalismo pi\u00f9 adatto, pi\u00f9 moderno rispetto a quella del vecchio imprenditore o del vecchio capitalismo, anche a partecipazione statale di tipo manageriale. Ma, invece io mi ricordo che quando cominciai la mia esperienza, nei lontani anni \u201870, quei manager si vantavano di aver assunto 1000 persone, 1500 persone, fosse nelle ferrovie, fosse nel settore elettrico, nell\u2019energetico, all\u2019Eni, all\u2019Iri e via dicendo, mentre il manager di oggi si vanta di avere licenziato 1000, 1500 persone proprio per soddisfare quello che \u00e8 il vero padrone dell\u2019impresa che \u00e8 infondo il fondo pensione. Abbiamo avuto tanti casi in Italia di aziende che erano leader mondiali in alcuni comparti, come per esempio quello delle turbine, a livello appunto mondiale, che sono state massacrate queste aziende perch\u00e9 dovevano portare il 7%. Quindi il fatto che fossero competitive, che portassero un profitto, che innovassero e via dicendo non serviva al proprietario, serviva al proprietario il 7%, raggiunto in qualunque modo, anche distruggendo il futuro delle aziende. Quello che poi \u00e8 puntualmente successo, il motivo per cui c\u2019\u00e8 tutta questa perdita di posti di lavoro e via dicendo non \u00e8 per la competitivit\u00e0, perch\u00e9 queste imprese sarebbero competitive sui mercati internazionali, cio\u00e8 guadagnerebbero di pi\u00f9 di quello che costa tenerle in piedi e i loro prodotti sarebbero domandati dai cosiddetti mercati internazionali. Per\u00f2 il profitto e il saggio di profitto che garantiscono \u00e8 inferiore a quello richiesto dai proprietari e quindi vengono chiuse, smantellate, massacrate e ridotti i posti di lavoro, chiusi i centri di ricerca, bloccate le strategie di espansione perch\u00e9 sarebbero strategie di massimizzazione del profitto e del prodotto che sono incompatibili con quelle di massimizzazione del saggio del profitto. Questo \u00e8 il punto fondamentale che ovviamente ci riporterebbe direttamente a Marx se volessimo approfondire l\u2019argomento.<\/p>\n\n\n\n<p>1.13.20<\/p>\n\n\n\n<p>Arriviamo all\u2019inizio, diciamo ufficiale, di questa crisi, cio\u00e8 al 2001. Nel 2001, inaspettatamente, gli operatori e gli osservatori di Borsa notano che i profitti declinano, anche in quelle aziende altamente tecnologizzate e che avevavo, fino a quel momento, per 9 anni, garantito il boom della borsa stessa, che i profitti cominciano a declinare. A quel punto cominciano a svendere, comincia la speculazione al ribasso, comincia quella che volgarmente chiamiamo la crisi.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel frattempo, per\u00f2, altro grande errore strategico, era stata varata la banca universale. Cio\u00e8 si era passati dalla regolamentazione che aveva funzionato fin dagli anni \u201830 di netta separazione tra i soggetti che fanno interventi sui mercati speculativi, finanziari, dei capitali e quelli che devono assicurare il credito all&#8217;economia. Questa cosa negli anni &#8217;90 viene superata e le banche vengono riunificate. In quegli anni, quindi, le banche che cosa hanno fatto? Hanno convinto i loro clienti a comprare titoli di vario genere garantendo un certo rendimento, superiore ovviamente a quello dei depositi e dei conti correnti. Nel momento in cui inizia la crisi e la speculazione al ribasso quegli impegni non possono essere mantenuti; a meno che si facciano operazioni di derivazione, in cui le banche sono maestre, ma che nella storia avevano sempre riguardato brevi periodi, diciamo un trimestre, un semestre di catena di sant\u2019antonio per garantire il rendimento ai vecchi clienti, attraverso l&#8217;acquisizione di nuovi clienti e altre operazioni pi\u00f9 o meno spavalde di finanza creativa.<\/p>\n\n\n\n<p>1.15.26<\/p>\n\n\n\n<p>In realt\u00e0, di trimestre in trimestre e di semestre in semestre, gli studiosi, i centri di ricerca, gli economisti, gli osservatori, le agenzie di rating, cio\u00e8 tutta gente sui libri paga delle banche stesse, prevedevano che di l\u00ec a poco ci sarebbe stata la ripresa. Nessuno ha mai spiegato perch\u00e9 di l\u00ec al trimestre successivo, di l\u00ec al semestre successivo, di l\u00ec all&#8217;anno successivo ci sarebbe dovuta essere questa ripresa. E le banche quindi hanno continuato a fare operazioni di derivazione, anno per anno, mese per mese. E sono 12 anni di questa storia. Abbiamo praticamente 700 mila quasi 800 mila miliardi di dollari di derivati e 3 milioni e due, 3 milioni e 3 di miliardi di dollari di titoli tossici. La somma di queste due voci porta a 70 \u2013 72 volte il Pil mondiale, per renderci conto di che cosa stiamo facendo<\/p>\n\n\n\n<p>1.16.47<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 2008 c\u2019\u00e8 la crisi di liquidit\u00e0 di cui hai parlato e che era stata preveduta dal mio libro del 2007 <em>Il grande mutuo, le ragioni profonde della prossima crisi finanziaria<\/em>. Praticamente che cosa succede? Succede che la massa diciamo di liquidit\u00e0 che le banche come operatori speculativi perdono sui mercati finanziari supera, per la prima volta, la massa di liquidit\u00e0 che le imprese, le famiglie e l&#8217;economia criminale che fa parte del gioco immettono nelle banche come depositi e come conti correnti. A questo punto siccome ciascuna banca sa che la vicina fa lo stesso e che non ha liquidi, salta il sistema interbancario. E l\u00ec poteva essere la fine dell&#8217;incubo, una fine probabilmente grave, ma forse, per l\u2019economia reale, meno grave di quello che possiamo immaginare.<\/p>\n\n\n\n<p>Per esempio quando c&#8217;\u00e8 stata la crisi della Parmalat \u00e8 stato un disastro per i risparmiatori come sappiamo. Per\u00f2, siccome il pubblico ha continuato a comprare il latte, i formaggi, yogurt eccetera della Parmalat, i lavoratori quasi non se ne sono neanche accorti e neanche consumatori. La Parmalat ha continuato a produrre e a vendere i suoi prodotti che sono apprezzati dal cosiddetto mercato. Quindi, la crisi finanziaria potrebbe essere un qualcosa di molto meno tragico per l&#8217;economia reale che non continuare in questo modo, in cui il drenaggio delle risorse dell&#8217;economia e la ottusit\u00e0 delle banche, che credono di guadagnare di pi\u00f9 sui mercati finanziari e non danno credito all&#8217;economia, provoca appunto il cosiddetto <em>credit crunch<\/em> che \u00e8 sostanzialmente un modo certo per strangolare l&#8217;economia reale.<\/p>\n\n\n\n<p>1.18.50<\/p>\n\n\n\n<p>Ora, da quel momento si \u00e8 scoperto, poi, nell\u2019estate del 2011, perch\u00e9 fino a quel momento non ne avevamo consapevolezza \u2013 attraverso il Government Accountability Office, che sono i controllori della FED \u2013 che la FED aveva praticamente autorizzato mezzi monetari a favore delle banche, soprattutto europee, per 16 mila miliardi di dollari, dal 2009 al 2011, quindi in tre anni 16 mila. 16 mila milardi di dollari \u00e8 di pi\u00f9 del PIL americano, e pi\u00f9 di tutto il debito pubblico degli Stati Uniti d\u2019America. Nel settembre di quell&#8217;anno arriva il numero due della FED e chiede di partecipare al Vertice europeo che si svolge in Polonia e viene cacciato fuori. Trichet e i vertici della Commissione sostengono che mai e poi mai l&#8217;Europa potr\u00e0 accettare quella che \u00e8 la linea di <em>quantitative easing<\/em> della FED e della Banca Centrale del Giappone.<\/p>\n\n\n\n<p>1.20.9<\/p>\n\n\n\n<p>Il 15 settembre del 2011, quindi, la FED annuncia la nuova teoria: sosterremo illimitatamente le esigenze di liquidit\u00e0 delle banche ed esortiamo la BCE a fare altrettanto. In ottobre ci sono gli Indignados e il 15 ottobre Mario Draghi dice che forse hanno ragione gli Indignados; intanto sta diventando lui il Governatore della Banca Centrale Europea. Nel lasciargli le consegne Trichet si lascia andare alla televisione a una dichiarazione che, per chi ha frequentato quegli ambientini, come il sottoscritto, sa che \u00e8 una dichiarazione di catastrofe. Cio\u00e8 dice: qualcosina dovr\u00e0 cambiare. Di l\u00ec a pochi giorni, al vertice successivo del 23 ottobre dell&#8217;Unione Europea viene accettata la teoria americana: anche la BCE assicurer\u00e0 mezzi monetari illimitati alle esigenze di liquidit\u00e0 delle banche. Senza chiedere nulla in cambio, eh! Sottolineo questo. Cio\u00e8, non \u00e8 che questi offrono 10 volte quello che serviva all&#8217;Europa per agganciare la ripresa chiedendogli almeno di smetterla, quindi ripristinando la Glass Steagall, la netta separazione tra i soggetti che fanno attivit\u00e0 speculative sui mercati finanziari e quelli che devono assicurare il credito all&#8217;economia. In cambio di nulla.<\/p>\n\n\n\n<p>Solo meravigliandosi, a un certo punto, e arriviamo al 2013, meravigliandosi, parole del neo Governatore, dell\u2019attuale Governatore, ormai sono due anni, Mario Draghi, che dice: con tutta la liquidit\u00e0 che stiamo assicurando non ne arriva niente all&#8217;economia reale. Ma, dico io, con un setaccio puoi portare dentro a un pozzo l&#8217;acqua che prendi da un ruscello? \u00c8 un po&#8217; difficile, perch\u00e9 nel tragitto te la perdi! E\u2019 questo che poi succede, ovviamente, ripeto per quel fenomeno cos\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>1.22.16<\/p>\n\n\n\n<p>Ora noi, viene elaborata nel 2013 la teoria del <em>bailing in<\/em> che \u00e8 il contrario del <em>bail out<\/em>. Il <em>bail out <\/em>sarebbe quando gli stati o i debitori annunciano che non sono in grado di pagare, che \u00e8 un problema. Il <em>bail in<\/em> in pratica \u00e8 un piano per mettere le mani nei depositi bancari che viene sperimentato a Cipro con esiti contraddittori perch\u00e9, o nel caso che, le stesse Banche Centrali non riescono a compensare i bisogni di liquidit\u00e0 delle Banche Universali.<\/p>\n\n\n\n<p>Allora, io mi sono fatto un piccolo calcolo, che \u00e8 il seguente, che poi riporto nel libro. Allora, abbiamo parlato di 4 quadrilioni di titoli tossici, sommando tutto. Calcolando che, in pratica, calcolando che servano per gestire le esigenze di liquidit\u00e0, al lordo, a occhio e croce, il 10 per cento di queste somme, stiamo parlando di 300 mila miliardi di dollari. Stiamo parlando di 300 mila miliardi di dollari. Le Banche Centrali del Giappone, della FED e la BCE in questi tre o quattro anni hanno tirato fuori circa 30 mila miliardi di dollari cio\u00e8 due PIL americani. Adesso ne dovrebbero tirare fuori 20. Nella ipotesi che quindi qualcosa possa non funzionare, bench\u00e9 ci sia la moneta elettronica e quant&#8217;altro, c&#8217;\u00e8 il piano B che \u00e8 appunto il<em> bail in<\/em>, cio\u00e8 che metteranno le mani nei depositi, dicono, oltre 100 mila Euro, ma insomma voi capite che cosa significherebbe. Significherebbe il panico, che \u00e8 l&#8217;unico modo certo per mandare per aria una banca. Perch\u00e9 la banca, quando tira fuori i soldi, fa finta di tirare fuori soldi, in realt\u00e0 sei tu che tiri fuori i soldi via via, mese per mese, semestre per semestre, anno per anno, col mutuo, col prestito, paghi le rate. Con la tua produttivit\u00e0 crei la moneta; sei tu che crei la moneta. Loro semplicemente si fanno creditrici di questa tua capacit\u00e0. Quindi la banca, in realt\u00e0, se non avesse un bilancio falsato, avrebbe un margine operativo superiore all&#8217;80 per cento. Non paga le tasse, ovviamente, perch\u00e9 mette la creazione di moneta a debito. Quindi, in sostanza, allora, la banca pu\u00f2 guadagnare quello che vuole prestando denaro. Ovviamente se lo presta alla persona sbagliata, che poi non fa le operazioni previste, perch\u00e9 fallisce, non avr\u00e0 una sofferenza, ma avr\u00e0 semplicemente un mancato arricchimento, che un altro film.<\/p>\n\n\n\n<p>Domanda dal pubblico: Perch\u00e9 non paga le tasse una banca?<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 nasconde, in realt\u00e0, il margine operativo vero che non \u00e8 la differenza fra i tassi attivi e i tassi passivi, su cui paga le tasse, ma \u00e8 la differenza fra la moneta creata e zero. Al lordo, ovviamente, perch\u00e9 comunque una banca ha spese di funzionamento, deve pagare gli impiegati eccetera. Quello va sottratto nei costi, quello fa parte dei costi. Per\u00f2 la parte diciamo cos\u00ec, tra virgolette, dei guadagni \u00e8 tutto quello che gli imprenditori danno alla banca, attraverso gli scoperti, i fidi, i prestiti, e i mutui e altre operazioni di leasing e via dicendo, factoring e tutto quanto.<\/p>\n\n\n\n<p>Dunque dicevo,<\/p>\n\n\n\n<p>Quindi sostanzialmente il sistema sta andando\u2026, ah ecco stavo dicendo, l\u2019unico modo per far andare per aria una Banca \u00e8 quello di generare il panico per cui i risparmiatori, i depositanti, i correntisti prendono via i loro soldi. Perch\u00e9 non \u00e8 che quei soldi l\u00ec, veri, che noi mettiamo dentro alle banche servono per fare i prestiti, che non \u00e8 quello il modello in nessun modo, ma servono per gestire la liquidit\u00e0. Cio\u00e8, i depositi sono le somme che servono quando vai al bancomat o hai bisogno di mille Euro cash, eccetera, li vai a riprendere&#8230; Se tu pensi che non ti danno i mille Euro li vai a togliere. E\u2019 quello che fa saltare la banca. L\u2019unico modo certo per far saltare le banche \u00e8 quello di generare il panico. Quindi mi domando, no?, ma si rendono conto, con queste strategie cosa vanno a rischiare? E l\u00ec rientrano in gioco ovviamente le teorie complottistiche.<\/p>\n\n\n\n<p>Beh, per finire questa prima parte, dir\u00f2 solo che, ovviamente, dal lato buono, che c\u2019era anche nel programma \u2013 almeno nelle parole iniziali \u2013 di questo governo, c\u2019\u00e8 il ripristino della <em>golden rule<\/em>. Perch\u00e9, allora \u2013 ragioniamo a proposito dell\u2019Euro \u2013 in pratica, all\u2019inizio l\u2019Euro era una non moneta, era un insieme di regole poi, paradossalmente, si \u00e8 scoperta una super moneta per aiutare le banche, ma all\u2019economia reale non ne \u00e8 venuto niente. In un secondo tempo, quindi pi\u00f9 o meno a partire dal 2011, la Banca Centrale Europea \u00e8 intervenuta sul mercato dei titoli e dei debiti sovrani quindi, fondamentalmente, si \u00e8 fatto retromarcia rispetto a quel famoso, fatidico per l\u2019Italia, 1981.<\/p>\n\n\n\n<p>1.28.58<\/p>\n\n\n\n<p>Manca il terzo passaggio per essere una moneta e cio\u00e8 quello di finanziare in disavanzo gli investimenti pubblici che sono l\u2019unico modo per riavviare la ripresa, per acchiappare la ripresa. Ora, questo si chiama grosso modo <em>golden rule<\/em> ed \u00e8 un qualche cosa che, secondo me, Draghi sarebbe disposto a fare, perch\u00e9 ha anche detto recentemente \u2013 altre paroline magiche dei banchieri \u2013 che, probabilmente, in determinate circostanze eccezionali, le regole si possono non rispettare, quindi vuol dire che si pu\u00f2 anche stampare moneta o autorizzare mezzi monetari per fare gli investimenti e per finire questa commedia.<\/p>\n\n\n\n<p>1,29.42<\/p>\n\n\n\n<p>Il problema diventa per\u00f2 con quale regime, in quale contesto. Perch\u00e9 che da questo sistema noi fuoriusciremo, \u00e8 sicuro. Il problema \u00e8 se ci usciremo da schiavi o da uomini liberi.<\/p>\n\n\n\n<p>Ne usciremo da schiavi se sar\u00e0 merito di quelli che stanno adesso, diciamo, alle leve del potere internazionale. Ne usciremo da liberi se lo imporremo noi dal basso controllando i meccanismi. Questo \u00e8, credo, quello che c\u2019\u00e8 sul piatto, non se si continuer\u00e0 con l\u2019Euro \u2013 con quell\u2019Euro l\u00e0 \u2013 non si continuer\u00e0 con quell\u2019Euro l\u00e0 perch\u00e9, fra l\u2019altro, se non introducessero la <em>golden rule<\/em>, prevedo che l\u2019Euro salterebbe.<\/p>\n\n\n\n<p>1.30.35<\/p>\n\n\n\n<p>Peraltro Germania e Francia e, in parte, come dir\u00f2, Italia sono intervenute sui mercati primari dei debiti pubblici anche con le Banche Pubbliche come previsto da un articolo del trattato di Lisbona. In Italia un pochino l\u2019ha fatto la Cassa Depositi e Prestiti che ha utilizzato il risparmio postale. Questo ha abbassato nei mesi scorsi lo spread e i tassi d\u2019interesse per lo meno sui titoli a breve termine. Poi ci sono altri maneggi. Non dico, per carit\u00e0 di patria, alcune cose nostre e racconter\u00f2 solamente, giusto per capire di cosa stiamo parlando, della Francia, la quale ha presentato recentemente alla BCE 455 miliardi di Euro di carta straccia, dicendo che erano collaterale, cio\u00e8 titoli di un qualche genere \u2013 se li \u00e8 fatti garantire da una sconosciutissima agenzia di rating della Martinica \u2013 e si \u00e8 fatta autorizzare 455 miliardi di Euro meno lo 0,5%. Insomma, praticamente si sta sfaldando questo sistema dell\u2019Euro e generer\u00e0 qualcosa di diverso. Nel frattempo, e concludo la prima parte: 22 settembre, elezioni in Germania: qual \u00e8 lo scenario peggiore? Lo scenario peggiore \u00e8 che siccome la Germania ha prodotto troppo, quindi ha esportato tanto \u2013 e da quel punto di vista continua a essere la prima della classe \u2013 per\u00f2 c\u2019\u00e8 un invenduto, perch\u00e9 c\u2019\u00e8 mezza Istria che \u00e8 piastrellata di automobili tedesche nuove, quindi in effetti la Germania avrebbe bisogno di una svalutazione. Quindi il rischio maggiore \u00e8 che non potendo fare la svalutazione con l\u2019Euro, richieda una riduzione dei salari interni e questo ci scateni contro, come PIIGS, la classe operaia tedesca e che il risultato elettorale porti a una uscita della Germania dall\u2019Euro. Questo significherebbe per la Germania cominciare delle svalutazioni competitive perch\u00e9, se la Germania esce dall\u2019Euro, l\u2019Euro si svaluta, ma la Germania dovr\u00e0 svalutare la propria valuta perch\u00e9 c\u2019ha tutto questo invenduto che deve piazzare.<\/p>\n\n\n\n<p>Quindi in sostanza ci attende qualcosa di veramente vicino a ci\u00f2 che pu\u00f2 essere una guerra, rispetto invece a quello che possono essere degli accordi alternativi.<\/p>\n\n\n\n<p>1.33.25<\/p>\n\n\n\n<p>Qual \u00e8 la via d\u2019uscita da questo intrigo? \u00c8 che noi riusciamo a trovare dei momenti di dialogo fra movimenti alternativi Italiani e Francesi con quello che c\u2019\u00e8 in Germania, perch\u00e9 in Germania sono presenti anche forze consapevoli con le quali bisogna tempestivamente dialogare e contrastare il piano di attacco ai paesi latini e segnatamente all\u2019Italia.<\/p>\n\n\n\n<p>1.34.01<\/p>\n\n\n\n<p>E veniamo ai nostri problemi. Dunque, l\u2019origine del male \u00e8 questa competitivit\u00e0 esasperata che \u00e8 andata sotto l\u2019etichetta di Globalizzazione. In realt\u00e0 che cos\u2019\u00e8 la globalizzazione \u00e8 un sistema in cui per esportare di pi\u00f9 \u2013 sempre sulla base di quel presupposto della responsabilit\u00e0 di ciascun paese della propria bilancia dei pagamenti \u2013 comunque per esportare di pi\u00f9, sacrifichi l\u2019economia interna, ma ovviamente non \u00e8 possibile che tutti i paesi esportino di pi\u00f9, quindi il sistema \u00e8 per definizione insostenibile. Tuttavia abbiamo creato il mostro di premiare sistematicamente \u2013 cio\u00e8 a livello di sistema \u2013 il produttore peggiore: quello che paga di meno il lavoro, quello che fa lavorare i bambini, quello che inquina di pi\u00f9, quello che non rispetta le norme a tutela della salute, e quant\u2019altro.<\/p>\n\n\n\n<p>DOMANDA DI VALERIO COLOMBO: questo qui \u00e8 un meccanismo che \u00e8 generalizzato a livello di globalizzazione, ma in particolare \u00e8 esasperato anche come meccanismo connaturato nell\u2019area Euro?<\/p>\n\n\n\n<p>Certo, s\u00ec. Beh, non \u00e8 che i paesi emergenti finora non abbiano fatto diversamente, per\u00f2 il dato positivo \u00e8 che i paesi emergenti, cio\u00e8 i cosiddetti BRICS, anche a partire dalle risultanze dell\u2019ottobre scorso del congresso del Partito Comunista Cinese, hanno, come dire, cominciato a pensare di cambiare gioco, quindi di sviluppare prima la domanda interna e di restituire alle esportazioni un ruolo diciamo cos\u00ec residuale. Questo potrebbe cambiare il mondo che \u00e8 tuttora dominato dal Dollaro, per\u00f2 \u00e8 un Dollaro come sappiamo bene o male in crisi. Quindi il fatto che questi paesi abbiano proposto una loro banca mondiale, un loro fondo monetario e un loro sistema di valuta alternativo, secondo me apre a delle prospettive.<\/p>\n\n\n\n<p>1.36.10<\/p>\n\n\n\n<p>E qui veniamo alla cosa secondo me pi\u00f9 importante di cui dobbiamo parlare, per\u00f2 era giusto fare tutte queste premesse: il nuovo modello economico.<\/p>\n\n\n\n<p>Il nuovo modello economico \u00e8 un modello che deve nascere dal basso e quindi in qualche modo si pu\u00f2 legare con la democrazia diretta. Deve nascere dal basso nel senso che tutti dobbiamo produrre quello che sappiamo produrre, anche facendo uso, in questo momento che esiste l\u2019Euro, di monete complementari, per sganciarci dalla globalizzazione. Dopodich\u00e9, quando avremo saturato la domanda interna, poniamo di un determinato territorio, che pu\u00f2 essere nazionale, regionale, locale \u2013 adesso questo poi \u00e8 da vedere \u2013 possiamo esportare l\u2019eccedenza, ma, questo punto, l\u2019eccedenza la puoi esportare a un prezzo arbitrario, quindi sei competitivo per definizione. Cio\u00e8 ti adegui al prezzo internazionale, ma senza sacrificare i salari, le retribuzioni, le condizioni di vita, il welfare. Anzi, pi\u00f9 sviluppi queste cose e meglio \u00e8, compatibilmente coi bilanci interni di ciascuna azienda. Poi esporti le eccedenze e con la valuta internazionale che ricavi compri le importazioni necessarie che sono quelle corrispondenti a beni e servizi che non sei in grado di produrre al tuo interno. Quindi non \u00e8 un\u2019economia chiusa, non c\u2019entra niente con l\u2019autarchia, ma \u00e8 anche diversa dal vecchio modello keynesiano che era stato superato nel 1979 da quel G7.<\/p>\n\n\n\n<p>Ovviamente \u00e8 completamente alternativo all\u2019attuale modello.<\/p>\n\n\n\n<p>[PAUSA]<\/p>\n\n\n\n<p>Il modello cerca di soddisfare la domanda interna e assegna alle esportazioni il ruolo di preferire i mezzi finanziari per le importazioni necessarie. Quindi inverte quella che era la logica della globalizzazione. In questo ambito l\u2019augurio che vi faccio \u00e8 che si passi dai BRICS ai BRIICS, nel senso che l\u2019Italia, che non \u00e8 PIGS, diventi invece uno dei BRIICS. <em>Seconda<\/em> cosa, abbiamo detto ed \u00e8 il messaggio pi\u00f9 importante che sto cercando di dare, che \u00e8 finita l\u2019era della scarsit\u00e0, probabilmente anche diciamo dell\u2019economia al maschile. Le risorse non sono scarse n\u00e8 dal punto di vista fisico, perch\u00e9 abbiamo tecnologie per risparmiarne l\u2019utilizzo per quantit\u00e0 di prodotto, come ho spiegato prima. Quindi adesso vedete che sta aumentando il prezzo del palladio, delle terre rare e del platino. Potrebbe arrivare nelle tecnologie che applichiamo un punto in cui vi diranno: ah!, \u00e8 finito il platino, \u00e8 finito il palladio, sono finite le terre rare, vanno alle stelle. No, perch\u00e9 avremo la capacit\u00e0 tecnologica di sostituire queste risorse ovvero di minimizzarne la quantit\u00e0 per unit\u00e0 di prodotto con tecnologie ulteriori e quindi di non avere il problema. Lo stesso vale, se si \u00e8 capito quello che ho detto prima, per le cosiddette risorse monetarie o mezzi monetari, che poi non sono neanche delle vere e proprie risorse. Dovrebbero essere come l\u2019aria che respiriamo. Di quanta aria abbiamo bisogno? Di quanta ce ne serve. Se stiamo correndo respiriamo pi\u00f9 forte e consumiamo pi\u00f9 ossigeno, se stiamo in una situazione di riposo di meno, ma \u00e8 questo la moneta. Ovviamente una cosa del genere provoca un cambiamento politico o potrebbe provocare un cambiamento politico epocale. Diventiamo tutti classe media, abbiamo tutti i servizi, ci sar\u00e0 il lavoro. Perch\u00e9 fra l\u2019altro, ecco, il lavoro, e anche questa \u00e8 un\u2019altra bufala, il lavoro c\u2019\u00e8 e forse ce n\u2019\u00e8 pure troppo. Come ce n\u2019\u00e8 magari troppa anche di produzione. Non \u00e8 che manca quello. Perch\u00e9 se noi remunerassimo tutto il lavoro di cura, tutto il volontariato, tutte le attivit\u00e0 che noi compiamo nel territorio, anche tenere pulito il nostro giardino, per esempio, introducendo un welfare intelligente, che fra l\u2019altro rappresenti un limite verso il basso dei salari, che oggi sono troppo bassi e questo sta causando grandi problemi all\u2019economia. Ma nessuno lo denuncia che il problema siano i salari troppo bassi, dicono che bisogna abbassarli per essere competitivi, quindi dobbiamo ovviamente intervenire sui paradigmi e la cultura economica. Abbandonare la scarsit\u00e0 significa ripristinare quindi anche condizioni di una maggiore, come dire, cultura femminile nell\u2019economia stessa. Cose su cui ovviamente dobbiamo studiare.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Terza<\/em> e ultima cosa che voglio aggiungere qui \u00e8 una nuova, ma non nuovissima, contabilit\u00e0 di stato in cui noi abbiamo il pareggio fra il gettito fiscale e la spesa corrente al netto degli interessi, esclusa la previdenza, che \u00e8 un\u2019altro regime, e inclusa ovviamente l\u2019assistenza. Poi abbiamo in disavanzo, compresi gli interessi, gli investimenti pubblici necessari: tutto ci\u00f2 che non \u00e8 gestione, ma \u00e8 investimento che dev\u2019essere pareggiato, pari, al potenziale di crescita di una determinata economia. Quindi abbiamo tanto disavanzo quanto ce ne serve e siccome questo disavanzo lo possiamo coprire anche con moneta, senza interessi, ecco che questa \u00e8 una strada. Per\u00f2 ho delineato in poche battute una Contabilit\u00e0 di Stato diversa che tendenzialmente sarebbe meglio se fosse pluriennale.<\/p>\n\n\n\n<p>1.42.48<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 ad esempio ho visto negli Stati Uniti il piano sanitario si fa su un bilancio di 9 anni o di 10 anni. Perch\u00e9 se noi pretendiamo di mandare a pareggio determinate poste e partite un anno per l\u2019altro ovviamente ci impicchiamo in logiche contabilistiche che ci portano solo fuori strada, fra l\u2019altro a peggiorare la stessa finanza cosiddetta pubblica. Quindi occorre intervenire anche su questo fronte. E ho finito.<\/p>\n\n\n\n<p>COLOMBO: Da questo punto di vista dicevi che si potrebbe pagare anche con moneta quindi ci sarebbe bisogno comunque di un ripristino in qualche modo della sovranit\u00e0 monetaria forse bisogna specificarlo, perch\u00e9 mi sembra fondamentale.<\/p>\n\n\n\n<p>GALLONI: Assolutamente, \u00e8 il passo fondamentale. Ho detto: l\u2019Euro se ripristina la sovranit\u00e0 monetaria quindi fa gli investimenti in disavanzo in funzione delle esigenze che ciascun membro o paese ha, ovviamente resiste !<\/p>\n\n\n\n<p>DOMANDA DAL PUBBLICO &#8211; Potrebbe per piacere chiarire la differenza che c\u2019\u00e8 tra fra finanziare con la moneta lo scoperto anzich\u00e9 con il debito pubblico?<\/p>\n\n\n\n<p>Mi spiego meglio, in coda ha accennato quasi per incidens a una questione che \u00e8 di un\u2019importanza esagerata invece perch\u00e9 cozza con i taboo liberisti che sono diffusi, cio\u00e8 l\u2019idea che praticamente il debito pubblico sia necessario sia l\u2019unica soluzione e che non possa lo stato finanziare la spesa pubblica aggiuntiva con moneta allo scoperto. Allora mi sembra una questione che merita qualche parolina di pi\u00f9&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>GALLONI &#8211; La moneta che pu\u00f2 creare lo stato non \u00e8 mai allo scoperto, deve essere a fronte di precisi investimenti, i quali a loro volta siano seri, siano utili, siano necessari. Ovviamente se si finanzia col debito pubblico \u00e8 per avere un tasso di interesse, perch\u00e9 nel sistema quando lo stato introduce moneta e la accetta in pagamento delle tasse ci pu\u00f2 essere una parte di essa che viene risparmiata. Per questo motivo \u00e8 bene che esista il debito pubblico, affinch\u00e9 questa parte di moneta venga reinmessa nel sistema finanziario con l\u2019acquisto di titoli. Non \u00e8, nel modello, il principale modo di finanziamento del disavanzo, per\u00f2 \u00e8 molto importante che ci sia un certo debito pubblico da questo punto di vista. La differenza la fa il tasso di interesse. E\u2019 ovvio che se il debito pubblico va al 5, al 10% il peso degli interessi sul sistema diventa insostenibile. Se invece \u00e8 molto basso, come attualmente sarebbe possibile, la differenza tra le due cose \u00e8 data dalla domanda di risparmio da parte diciamo dei risparmiatori, del pubblico, delle famiglie, delle imprese.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>42.10 GALLONI: Allora, dicevo, prima di tutto sgombriamo il campo da un equivoco, che pu\u00f2 riguardare anche la mia posizione sull\u2019Euro, io considero l\u2019Euro un &hellip; <\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":1562,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[66],"tags":[74,75,65],"class_list":["post-1960","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-video","tag-crisi-economica","tag-crisi-economica-italiana","tag-nino-galloni"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pumilano.it\/workshop-euro-guerra\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1960","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pumilano.it\/workshop-euro-guerra\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pumilano.it\/workshop-euro-guerra\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pumilano.it\/workshop-euro-guerra\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pumilano.it\/workshop-euro-guerra\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1960"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.pumilano.it\/workshop-euro-guerra\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1960\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1961,"href":"https:\/\/www.pumilano.it\/workshop-euro-guerra\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1960\/revisions\/1961"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pumilano.it\/workshop-euro-guerra\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1562"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pumilano.it\/workshop-euro-guerra\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1960"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pumilano.it\/workshop-euro-guerra\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1960"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pumilano.it\/workshop-euro-guerra\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1960"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}