• Invitiamo tutti agli incontri del 3 e 4 Maggio a Milano, rispettivamente alla Biblioteca di Baggio (Zona 7) e a quella di Città Studi (Zona 3), dove approfondiremo, per il tempo che abbiamo, cos'è l'Economia Mista.

Maggiori info sugli eventi ( Biblioteca Baggio , Biblioteca Città Studi , e su facebook Baggio e Città Studi )

Introduciamo cos'è l'Economia Mista con un pezzo del prologo al libro "Economia Mista, oltre il Capitalismo" di Gulliermo Sullings.

[...]Molto è quello che si è tentato, e molto è quello che si è potuto imparare da ogni fallimento. Oggi sappiamo che non si tratta di imporre un'economia centralizzata e burocratica nella quale uno stato burocratico detta e controlla tutto, ma neanche si può sperare che il mercato amministri la giustizia sociale né che pianifichi lo sviluppo. Neanche si tratta di una "terza via" dove lo stato chiede al potere economico il permesso di realizzare timide riforme cosmetiche, perché ciò non è altro che capitalismo mascherato con buone maniere. Non si può parlare di sistemi misti come se si tentasse di mescolare acqua con olio, perché l'olio farà sempre in modo di finire sopra l'acqua; si tenta di creare un nuovo sistema, una nuova sostanza che forse riscatti alcune proprietà dell'olio e dell'acqua, ma incorporandone altre, più adeguate ad un essere umano che sta crescendo.

L'Economia Mista è un sistema appoggiato sui pilastri di una democrazia reale e partecipativa, non su una democrazia formale nella quale i pseudo rappresentanti del paese non sono altro che i soci e complici del potere economico, inerpicati nelle cupole dei partiti tradizionali, offrendo all'elettorato false opzioni che inevitabilmente finiscono in tradimento.

In una democrazia partecipativa, lo Stato non sarà più un'entità dissociata dagli individui, ma si trasformerà in una sorte di Stato Coordinatore, in una sorte di intelligenza sociale che proteggerà l'interesse dell'insieme. Il governo non sarà più bottino degli arrivisti ma sarà lo strumento dell'organizzazione sociale, maneggiato da rappresentanti genuini e volenterosi.

Questo concetto di Stato Coordinatore, come intelligenza collettiva, dissolverà le contraddizioni tra gli interessi dello stato e gli interessi degli individui. Da quel punto di vista, ogni intervento dello Stato nell'economia si dovrà capire come la necessità di regolare il funzionamento economico a partire da una visione più ampia di quella che riguarda le imprese e gli individui, ma precisamente per favorire equamente il funzionamento economico degli individui e delle imprese.

Al via la Campagna di iscrizioni per l'anno 2012 del Partito Umanista. Lo slogan è: "E' Tempo per la Democrazia Diretta"; ci rivolgiamo a tutti coloro che credono sia arrivato il Tempo di un grande cambiamento strutturale: cambiare radicalmente questo sistema fondato su una democrazia rappresentativa che ha esaurito la sua spinta.


Dobbiamo uscire dall’attuale atteggiamento passivo in cui si delega qualcun altro ad occuparsi della situazione politica. Non possiamo più permetterci di credere che ci sia sempre qualcuno più preparato, più intelligente o semplicemente “più in alto” che debba o possa prendere le decisioni per noi. Dobbiamo pretendere che “gli azionisti” di una democrazia siano i cittadini e non, come sembra oggi, gli investitori che finanziano il debito degli stati in cambio di interessi speculativi spropositati.


Ognuno di noi deve farsi carico della costruzione di un’intelligenza collettiva e attiva, che possa dare nuove risposte. Nessuno può aspettarsi una ricetta che arrivi dall’alto, ma deve sforzarsi di costruirla insieme ad altri. È a partire da questo sforzo che dobbiamo pretendere urgentemente l’istituzione della pratica della Democrazia Diretta, in cui tutte le decisioni siano prese consultando direttamente e in modo vincolante la popolazione.


Ci rivolgiamo a tutti coloro che credono in una politica dell'accoglienza e al diritto di cittadinanza; che credono che l'istruzione e la sanità debbanno essere pubbliche e gratuite per tutti e del miglior livello possibile; che credono nella difesa dei beni comuni e alla salvaguardia del territorio e non credono alle "grandi opere utili"; che credono al diritto del reddito di cittadinanza; che credono all'istituzione dei registri per le coppie di fatto; che credono alla riconversione dell'industria bellica. Che credano che valga la pena!

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