Come Partito Umanista abbiamo sostenuto la Campagna del No al Taglio dei Parlmantari, di seguito le foto del nostro Gazebo informativo a riguardo a P.zza Cordusio.





Siamo impegnati da anni per cercare di rendere la Democrazia meno formale e più sostanziale per questo abbiamo negli anni sostenuto la legge di Responsabilità Politica, La Campagna Quorum Zero Più Democrazia, con il No al Taglio del Parlamento al Referendum del 2016 ed a questo del 2020.

Condividiamo la Dichiarazione di Massimo Villone, presidente del Comitato per il No al taglio del Parlamento:
 
"Vogliamo in primo luogo ringraziare le cittadine e i cittadini che hanno scelto di contribuire con il loro impegno a un risultato del No comunque importante.
L’ampio vantaggio conseguito dal Si nel voto referendario non cancella la debolezza degli argomenti portati a sostegno. I risparmi risibili, i confronti con l’estero falsati e fuorvianti, i guadagni di efficienza indimostrati e indimostrabili rimangono tal quali.
Parimenti rimangono i danni certi alla rappresentanza di regioni piccole e medie e forze politiche minori. La battaglia del No era giusta. I correttivi già concordati per quella che quasi tutti – meno M5S – definiscono una riforma pessima o addirittura pericolosa e potenzialmente devastante non si sa se giungeranno mai al traguardo. L’istituzione parlamento ne esce comunque indebolita.
Guadagnano invece visibilità e peso politico i “governatori”, già in evidenza per le incertezze di Palazzo Chigi nella crisi Covid, affrontata privilegiando la concertazione tra esecutivi a danno delle Camere. Bisognerà fare grande attenzione a che le ulteriori riforme che molti auspicano non prendano una strada sbagliata, stravolgendo la Costituzione. Non manca chi potrebbe vedere in un parlamento indebolito l’occasione per puntare al sindaco d’Italia, o all’Italia delle repubblichette. Non è certo un caso che Zaia trionfante abbia immediatamente dichiarato che unico interesse dei veneti è l’autonomia (differenziata)."  22 settembre 2020

NO la battaglia per la Democrazia Costituzionale non finisce con questa sconfitta, deve continuare trasformando la difesa della Costituzione in pressante richiesta della sua attuazione.

La riduzione della funzione legislativa del Parlamento è la riduzione stessa della Democrazia e tende progressivamente a chiudere gli spazi di agibilità politica dei singoli e delle organizzazioni.
Non smobilitiamo quindi i Comitati, ma riprendiamo l'azione aggregativa dei soggetti e delle forze democratiche (che l'agosto, il Covid e la brevità della campagna non ci hanno permesso di sviluppare) per poter affrontare le prossime battaglie sull'Autonomia Differenziata, sulla Legge Elettorale e sui falsi correttivi costituzionali.

Il nostro Comitato per il NO, che era un comitato di scopo affiliato al Coordinamento per la Democrazia Costituzionale, ha concluso la sua funzione e cessa di esistere.

Il coordinamento di Milano città metropolitana continua la sua attività impegnandosi a rafforzare il legame con il centro nazionale ed i contatti con i comitati della provincia e regione, continuando l'azione di informazione e documentazione con la mail-list e con la pagina facebook del "Coordinamento per la Democrazia Costituzionale - Milano"



Non come consolazione, ma come dimostrazione dell'efficacia anche del lavoro insieme svolto, ricordiamo che sono stati stampati e distribuiti nelle province di Milano, Monza-Brianza e Varese 150.000 volantini e 2.000 manifesti e che a Milano città il NO ha ottenuto il 43,46% dei voti e che nelle città capoluoghi delle province lombarde mediamente il 40% (vedi tabella allegata); .

Buon lavoro Costituzionale

Coordinamento per la Democrazia Costituzionale - Milano


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La copartecipazione di cui parliamo prende spunto da diverse esperienze fatte negli Stati Uniti, Russia, Giamaica, Cina ed altri Paesi, trattate nel libro "introduzione all' economia del nuovo umanesimo", acquistabile dalla multi image il cui ebook è scaricabile liberamente da qui