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Martedì 07 Settembre 2010 |
AL REFERENDUM PER L’APPROVAZIONE DELLA RIFORMA DELLA
COSTITUZIONEVOTIAMO E FACCIAMO VOTARE NOAnziché avanzare verso il decentramento
del potere e della democrazia partecipativa, siamo in presenza del tentativo di
cancellare anche quel poco di democrazia, limitata e formale, di cui godiamo
oggi. La riforma della
Costituzione attuata dal centrodestra è stata propagandata sotto il nome di
“devolution”. Ma se con questo termine si intende un
processo di riduzione delle competenze dello Stato e la loro attribuzione alle
Regioni e agli enti locali,
bisogna sottolineare che, di tutto ciò, nella riforma non vi è traccia. Anzi, è
vero il contrario: si tratta di un passo indietro rispetto alla riforma del
realizzata nel 2001 dal centrosinistra. Molte delle competenze allora
attribuite alle Regioni, con quest’ultima riforma ritornano allo Stato; mentre
si introduce un non meglio definito “interesse nazionale”, in difesa del quale le
decisioni degli enti locali e delle Regioni possono venire annullate dal
Parlamento. La verità è che questa
riforma, spacciata come un importante passo nella direzione del decentramento,
accentra i poteri nello Stato e in particolare nelle mani di una sola figura:
il primo ministro. È questa la parte davvero importante e pericolosa della
riforma. Impediamo questo slittamento
in senso autoritario delle nostre istituzioni dicendo NO alla riforma
costituzionale. Ma non fermiamoci qui:
continuiamo a costruire e a fare pressione perché aumentino gli spazi di
partecipazione e si vada verso la creazione di una democrazia partecipativa, in
cui i cittadini siano autenticamente
coinvolti nella gestione della cosa comune e nelle scelte che li riguardano.
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comunicato stampa 23 maggio 2006
Incontro pubblico con “Usciamo dal Silenzio” Elezioni Comune di Milano
Mercoledì 24 maggio ore 21.00 Società Umanitaria - Via Daverio 7, Milano Un incontro felice tra il Partito Umanista e Usciamo dal Silenzio, movimento di donne nato il 29 novembre che ha portato in piazza a febbraio un fiume di donne e uomini per difendere la 194. Usciamo dal Silenzio ha proposto un documento da far sottoscrivere ai candidati delle comunali di Milano. Il Partito Umanista lo sottoscrive senza nessuna difficoltà in quanto tutti i punti coincidono perfettamente con il proprio programma e i principi. Il partito infatti presenta una lista per il consiglio comunale a maggioranza femminile e due su tre candidati sindaci donna tra Milano, Roma e Torino. Nel programma inoltre |
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comunicato stampa 18 maggio 2006
Oggi: ore 11.00 Conferenza stampa del Partito Umanista davanti al CPT di Via Corelli
Valerio Colombo, candidato Sindaco del Partito Umanista alle prossime amministrative di Milano, aveva fatto richiesta alla prefettura di Milano di visitare il Centro di Detenzione Temporanea di Via Corelli LA RICHIESTA E’ STATA RESPINTA! |
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comunicato stampa 16 maggio 2006
PARTITO UMANISTA IL PARTITO DEI DIRITTI UMANI ELEZIONI AMMINISTRATIVE, MILANO 2006 Calendario aggiornato delle iniziative del Partito Umanista |
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comunicato stampa 13 maggio 2006
PARTITO UMANISTA IL PARTITO DEI DIRITTI UMANI Per aprire il dialogo tra le culture, per il diritto ad una città multietnica, CHIUSURA IMMEDIATA DEL CENTRO DI DETENZIONE TEMPORANEA DI VIA CORELLI
Martedì 9 Maggio, il Partito Umanista ha presentato una richiesta formale indirizzata al vice prefetto di Milano dott. Aversa, responsabile del Centro di Detenzione Temporanea di Via Corelli, per effettuare una visita all’interno della struttura e valutare le condizioni degli immigrati detenuti.
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QUATTRO
ATTIVISTI MAPUCHES IN SCIOPERO DELLA FAME DA QUASI DUE MESI.
MICHELLE BACHELET
COME MARGARET THATCHER?
Il 13 marzo quattro attivisti Mapuche, i fratelli Juan e Jaime Saravia, Juan Carlos
Huenulao Lienmil e Patricia Troncoso Robles hanno iniziato uno sciopero della
fame nel carcere di Angol, in Cile, dove sono detenuti in isolamento. Oguno di
loro è stato condannato a 10 anni di prigione e al pagamento di un indennizzo
di 423 milioni di pesos per l’incendio che nel dicembre 2001 ha bruciato 100 ettari di foresta
appartenenti alla compagnia Forestal Minino, una delle più ricche e potenti del
Cile.
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