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Martedì 07 Settembre 2010 |
Amir Karar, il ragazzo pakistano di Arezzo rinchiuso nel Cpt di Corelli
a Milano da quasi un mese, è libero! Oggi (29 settembre 2006) gli hanno concesso un
permesso per motivi umanitari.
Grazie a tutti quelli che ci hanno aiutato a portare avanti la campagna per la liberazione di Amir.
Per leggere la sua vicenda clicca qui. |
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Ecco alcune foto che mostrano il Simbolo della Pace realizzato a Parigi sotto la Torre Eiffel il 21 settembre 2006.

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Abbiamo 48 ore per fermare la sua “condanna a
morte”.Lunedì 4 settembre Amir K. cittadino pakistano residente da oltre 2 anni ad Arezzo, é stato fermato per accertamenti e dopo una giornata di interrogatori è stato portato nel Centro di Permanenza Temporanea di via Corelli a Milano con un decreto di espulsione. Amir è un ragazzo di 23 anni che da quando è in Italia è impegnato attivamente come volontario in iniziative non violente, contro la discriminazione e per l’apertura al dialogo tra le culture e le religioni (corsi di lingua per immigrati, campagna nazionale per il dialogo tra le religioni, raccolta firme per adibire aree di sepoltura ad ogni credo, promotore di un mensile multietnico, etc.). Non essendo rientrato in nessuna sanatoria né decreto flussi, la sua attuale situazione è di clandestino.Amir ha dovuto lasciare il proprio paese per motivi religiosi: appartiene ad una minoranza sciita e per questo è stato perseguitato e minacciato di morte (esiste un’accurata documentazione della sua situazione); solo nell’ultimo periodo, nella sua città, sono state uccise 41 persone per lo stesso motivo, quindi rimpatriarlo adesso significa condannarlo a morte. Ci appelliamo all’art.19 della costituzione e chiediamo allo Stato italiano di dargli asilo politico per motivi religiosi.Già oggi molti cittadini italiani amici di Amir stanno raccogliendo e sottoscrivendo migliaia di richieste per il suo asilo politico, per questo è attivo un sito su cui sottoscrivere ed aderire all’iniziativa:
www.c234.net/petizioni/amir
Venerdì 8
settembre alle ore 17,00 si terrà una manifestazione davanti al CPT di via
Corelli a Milano, per dare forza a questo appello a cui Invitiamo tutti i
singoli cittadini, le comunità culturali e religiose, le associazioni, i partiti
a partecipare e a non appoggiare la sua CONDANNA A
MORTE! |
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UNA CATENA UMANA, MANI NELLE MANI, PER IL DIRITTO DEI POPOLI ALLA PACE
Il
15 agosto 2006 gli umanisti si sono proposti come nodo sulla costa vicino a
Lecce e hanno formato la catena umana per due chilometri dalle ore 11.00 alle
11.30 a Torre Rinalda/Casalabate.
Guarda il video:
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Dopo il sì al rifinanziamento della
missione in Afghanistan, l’esito della conferenza di Roma sul Libano rappresenta
una nuova prova di viltà e ipocrisia e l’ennesima occasione perduta per varare
una politica internazionale in grado di rompere con le logiche di guerra finora
seguite.
L’Italia non è stata l’unica a
chinare la testa davanti ai diktat degli Stati Uniti, sempre pronti a difendere
il loro fedele alleato Israele. A rimangiarsi l’impegno per un cessate il fuoco
immediato sono stati infatti anche l’ONU e praticamente tutti i paesi
partecipanti alla conferenza. La Gran
Bretagna di Blair come al solito si è accodata al potente
padrone statunitense, salvo poi chiedere insieme a Bush una tregua
tardiva. |
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Negli ultimi giorni abbiamo
assistito al plateale tradimento delle promesse e degli impegni presi con i
milioni di italiani che hanno votato la “sinistra” anche per farla finita con la
sporca guerra, come diceva un manifesto elettorale.
Sui pochi (purtroppo) deputati e
senatori che hanno osato anteporre la coerenza con le proprie scelte alla logica
di fedeltà al governo sono piovuti insulti, minacce e ricatti di ogni tipo, con
toni che andavano da un cupo richiamo all’ordine di sapore stalinista al
compatimento sprezzante per le “anime belle” o i “gruppetti
anacronistici”.
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