SI
PUO’ IMPEDIRE LA PRIVATIZZAZIONE DELL’ACQUA DI
MILANO?
Venerdi 15/12/2006, ore 20:30 Camera del Lavoro
-- Corso di Porta Vittoria 43
Presentazione pubblica del Comitato
Milanese per l’ Acqua
La
città si mobilita contro i progetti di privatizzazione dell’acqua della Sindaca
Letizia Moratti e contro la Legge regionale n.18 che li
sostiene.
5.000 firme già
raccolte per la petizione popolare contro la privatizzazione dell’acqua di
Milano
avvio di
un’azione, in accordo con i Sindaci e i Presidenti provinciali della Regione,
per promuovere un referendum abrogativo delle Legge
reg.18.
partecipazione
attiva alla raccolta di firme sulla proposta di legge di iniziativa popolare per
l’acqua pubblica promossa dal movimento italiano
dell’acqua.
Con Alessandra Cangemi del Comitato Milanese
per l’Acqua, ne parlano: Don
Raffaele Ciccone – Pastorale del
lavoro Onorio
Rosati – Camera del
lavoro Emilio
Molinari – Contratto
Mondiale dell’acqua Corrado
Oddi – Comitato
promotore della Legge di iniziativa popolare per l’acqua pubblica
CHI COMPRA VOTA Votate ogni volta che fate la
spesa, ogni volta che schiacciate il telecomando, ogni volta che andate in
banca sono voti che date al sistema. (Alex Zanotelli,
missionario)
sabato 25 novembre 2006 è il:
BUY NOTHING
DAY GIORNATA MONDIALE DEL NON
ACQUISTO
APPELLO PER UN SIMBOLO DELLE PACE CON LE FIACCOLE A ROMA, TORINO E MILANO
Ci troviamo davanti ad una scelta: pace crescente o distruzione crescente.
L’alternativa è tra la costruzione della pace come diritto fondamentale
di popoli e individui e una folle spirale di distruzione e violenza.
Pochi dati bastano a illustrare la drammaticità della situazione:
· Oggi
sono in corso nel mondo più di 30 conflitti. Ogni anno muoiono a causa
delle armi 500.000 persone, 1.300 al giorno, una al minuto.
· Secondo
i dati ufficiali, la Russia ha ammesso di possedere 20.000 bombe
nucleari, gli Stati Uniti 10.500, la Gran Bretagna 185, la Francia 450
e la Cina 400. Secondo alcuni osservatori Israele ne possiede almeno
200.
La vicenda dell’apertura della scuola araba di via Ventura 4 a Milano, dopo un mese di
polemiche e di rimpalli burocratici, sembra finalmente in dirittura d’arrivo.
L’autorizzazione di Palazzo Marino dovrebbe arrivare a breve dopo che i vigili
del fuoco hanno certificato l’agibilità dell’istituto, in seguito
all’undicesimo sopralluogo effettuato il 19 ottobre scorso. Ma visto l’iter
burrascoso a cui abbiamo assistito in questo ultimo mese, finchè non vedremo i
bambini varcare la soglia dell’istituto, non possiamo dare nulla per scontato.
Ma vediamo di ricostruire i fatti da settembre ad oggi.
VENERDI’ 13 OTTOBRE DALLE 13,00 ALLE 14,30 PRESIDIO DAVANTI ALLA SCUOLA ARABA
DI VIA VENTURA 4
MILANO
Per ribadire:
il diritto costituzionale all’istruzione di tutti i
bambini, italiani e stranieri
il diritto alla conservazione della lingua e della cultura
d’origine
il diritto all’apertura di una scuola laica, privata,
autofinanziata, bilingue, con il doppio programma, in regola con le norme di
sicurezza e di igiene previste dalla legislazione italiana
il diritto per le famiglie di scegliere il percorso
didattico dei propri figli, come previsto dalla legge e come consentito a
numerose altre scuole straniere in Italia
il diritto al regolare proseguimento dell’attività
didattica, impartito da docenti italiani e arabi, tutti regolarmente abilitati
all’insegnamento
Per sostenere:
le famiglie in questo momento difficile, causa di grandi
ansie e preoccupazioni per il futuro dei loro figli
la direzione della scuola attaccata quotidianamente dagli
atteggiamenti razzisti degli esponenti di alcuni partiti politici a fini
propagandistici ed elettorali
i bambini e i ragazzi involontariamente protagonisti di una
vicenda che infrange la loro vita privata, familiare, scolastica e che getta
discredito sulla loro scuola, sulla loro cultura e sulle loro origini
i docenti della scuola che si trovano ad affrontare
ogni giorno gli attacchi dei media e l’intrusione di giornalisti e fotografi
che violano il sereno svolgimento delle attività didattiche
i docenti, i genitori e i cittadini milanesi che lavorano
ogni giorno per favorire l’integrazione degli stranieri e creare occasioni di
scambio culturale sopperendo alle carenze istituzionali
Per sollecitare le istituzioni a prendere una posizione chiara,
seria e responsabile che tuteli il diritto all’istruzione per tutti nel
rispetto della legge e delle diversità linguistiche e culturali.