Una giornata mondiale di sciopero della fame contro lo scudo spaziale, un gesto semplice ma significativo: non mangiare per un giorno per opporsi alle guerre stellari e dire ai potenti del mondo: “Smettetela di alimentare la macchina della guerra e cominciate a nutrire la gente!”
La sicurezza andrebbe intesa come un sistema di garanzie per difendere i diritti umani: il diritto alla salute, all’educazione, al lavoro, alla casa, alla libertà di espressione in altre parole il diritto alla vita.
La sicurezza è uno dei mezzi principali della realizzazione della politica sovrana che risponde agli interessi di ogni persona e di tutta la società in generale. La sicurezza comprende la pace e lo sviluppo stabile e progressivo della personalità e della società.
I regimi autoritari confondono l'orientamento della sicurezza, attribuendole il senso contrario di conservazione dello status quo mediante qualunque mezzo.
Il Partito Umanista aderisce e partecipa al presidio DAVANTI ALLA PREFETTURA DI MILANO di giovedì 12 GIUGNO h. 12 promosso dalle ASSOCIAZIONI ROM CONTRO I PROVVEDIMENTI DISCRIMINATORI VERSO ROM E STRANIERI.
Di seguito il comunicato stampa
L’avvio, nei giorni scorsi, della schedatura su base etnica della popolazione rom e sinta insediata nei campi nomadi comunali e nelle aree private di Milano e Provincia da parte della Prefettura, e non di un normale e utile censimento conoscitivo, è stato accompagnato dall’indignazione e dalla protesta di numerosissimi concittadini che hanno fatto pervenire e continuano ad inviare centinaia di lettere e attestati di solidarietà e condanna.
Il giorno 1 Giugno 2008, Giorgio Schultze, portavoce europeo del Nuovo
Umanesimo, ha iniziato lo sciopero della fame dandosi il cambio con Jan
Tamas e Jan Bednar che hanno dovuto interrompere il digiuno dopo 20
giorni a causa dell'aggravarsi delle loro condizioni di salute.
Il governo degli Stati Uniti vuole installare una base
radar in Repubblica Ceca, come parte del sistema di difesa antimissile detto
“Scudo spaziale”.
Lo scudo spaziale è un’arma di offesa e uno strumento per
il dominio globale attraverso la militarizzazione e il controllo dello spazio.
L’installazione della base radar in Repubblica Ceca è
solo il primo passo e ha già causato un aumento delle tensioni internazionali e
la ripresa della corsa agli armamenti, ricreando un’atmosfera da “guerra
fredda”. Il progetto è avvolto in un alone di mistero, con accordi segreti tra
gli Stati Uniti e vari paesi europei, tagliando fuori l’opinione pubblica e gli
stessi Parlamenti, com’è avvenuto in Italia.
La lotta contro questo progetto non riguarda solo la
Repubblica Ceca (dove il 70% della popolazione è contraria alla base radar), ma
deve estendersi a tutta l’Europa. Non possiamo permettere ai nostri politici di
assecondare la folle intenzione degli Stati Uniti di trasformare l’Europa nel
teatro di una possibile guerra nucleare, minacciando la pace e la sopravvivenza
stessa dell’umanità.
Il 13 maggio Jan Tamas e Jan Bednar, del movimento ceco
contro la base radar USA, hanno iniziato uno sciopero della fame e varie città
europee
- Parigi, Madrid, Roma, Atene, Berlino, Bruxelles,
Amsterdam, Copenhagen, Budapest, Zurigo, Tolosa, Malaga, Porto, Colonia,
Milano, Trieste e Torino - si sono unite alla protesta portata avanti a Praga
con diverse iniziative di denuncia e solidarietà.
Come primo passo si può firmare e diffondere la petizione
on-line al link www.nonviolence.cz, per
chiedere che l’installazione della base radar in Repubblica Ceca venga
sottoposta a referendum. Nel sito si trova anche informazione aggiornata sulla
campagna.