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Venerdì 10 Settembre 2010

Posizioni Ufficiali
Elezioni provinciali: Il voto utile per il futuro Stampa E-mail

Il partito umanista darà il proprio appoggio alla candidatura di Massimo Gatti come presidente alla provincia di Milano ed alla lista “Un’altra provincia” http://unaltraprovincia.wordpress.com/  che lo sostiene.

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Oltre a condividerne appieno il programma, Il progetto di “Un’altra provincia” è quello che più si avvicina alla costruzione di un’alternativa politica, come noi l’intendiamo, in grado di tradurre a livello istituzionale le genuine aspirazioni di associazioni, comitati e di larga parte della popolazione milanese.

Aspirazioni che si traducono in un politica in cui “chi ci rappresenta sia rivolto ai cittadini e dia le spalle al palazzo”.

Aspirazioni, che si ritrovano tradite dai maggiori partiti di governo, presi a fare affari sulla buona fede di chi li ha votati, oppure non trovano coerente rappresentanza nel caleidoscopico panorama della sinistra attuale, che sembra oramai lanciata verso l’inevitabile.

Decidiamo di appoggiare la lista “Un’altra provincia, Massimo Gatti presidente” perché è un primo tentativo di costruzione di questa alternativa, con la quale auspichiamo di riuscire a lavorare in futuro, perché tale progetto non si esaurisca in questa congiuntura elettorale, ma riesca a costruire lo spazio necessario perché le forze progressiste del territorio milanese e lombardo tornino ad animare la nostra terra.

Questa è la nostra aspirazione, questo è il nostro voto utile per il futuro.


posizione rifugiati Bruzzano Stampa E-mail

Ancora una volta a Milano esplode il problema dei rifugiati.

Prima Via Lecco, poi Viale Forlanini per passare da Piazza Lodi ed oggi Via Senigallia e la protesta alla stazione di Bruzzano repressa violentemente dalla polizia.

Tutto questo è conseguenza della mancanza di una legge quadro sul tema rifugiati: a chi arriva in Italia da paesi in guerra o in cui sono negati i fondamentali diritti umani (nel caso in questione la maggior parte dei migranti proviene dal corno d’Africa) la legge italiana non garantisce quasi niente, nonostante i forti finanziamenti dell’unione europea.

A Milano in particolare agli immigrati con visto di rifugiati o per problemi umanitari hanno diritto a qualche mese in dormitorio e dei corsi di italiano quasi inesistenti.

Quindi nessun percorso di inserimento abitativo o lavorativo.

Tale visto però si trasforma in un’arma a doppio taglio nel momento in cui un rifugiato prova a migrare in un altro paese CEE dove magari ha parenti o amici che lo possono appoggiare: il visto prevede la permanenza nel paese che lo ha rilasciato, quindi non possono lasciare l’Italia.

A questo si aggiunge infine che il trattato con la Libia sull’immigrazione si è trasformato in una complicità coatta per incarcerare ingiustamente chi attraverso la Libia cerca di raggiungere l’Europa ed ottenere asilo.


Da queste leggi ingiuste si origina quindi il problema ormai annuale che vede come protagonisti i rifugiati.


Chiediamo quindi:


  • una vera legge quadro sui rifugiati

  • che i fondi CEE siano veramente spesi per percorsi di inserimento lavorativo ed abitativo dei rifugiati

  • che il trattato con la Libia sia rivisto in termini di accoglienza e non di barbara carcerazione.

Ecopass o Ecomostro? Stampa E-mail
Ecopass o Ecomostro?

Già il nome è fuorviante: perché chiamare “Ecopass” un ticket che permetterà di entrare nel centro di Milano inquinando l’aria? E’ altrettanto fuorviante scrivere che solo i veicoli “inquinanti” pagano, affermando implicitamente che le automobili Euro 3 e 4, le moto e i motorini non lo siano.

Se si voleva fare qualcosa per migliorare l’aria pesante di Milano e liberare le strade del centro dall’assedio delle auto e delle moto, allora bisognava vietare tout court l’entrata al traffico privato, senza distinzione di tipo di macchina o possibilità di pagare per entrarci lo stesso.

Se l’idea iniziale di limitare l’accesso delle auto al centro città era condivisibile, l’ “Ecopass” ideato dalla giunta Moratti è piuttosto un Ecomostro. Da un lato la riduzione di traffico e quindi di smog sarà abbastanza irrilevante se non nulla, viste le numerose deroghe al ticket. Dall’altro si continua sulla strada dei privilegi concessi per i blocchi del traffico negli anni passati: chi ha la possibilità di cambiare auto con frequenza (ed è quindi tendenzialmente più benestante) non paga niente, mentre chi possiede una macchina vecchia (il ceto economicamente più debole) viene penalizzato. Con questa misura si incentiva l’acquisto di macchine nuove, inclusi i SUV altamente inquinanti, ma si rafforzano anche i privilegi dei ricchi. E’ evidente che chi acquista un’auto nuova è spinto ad usarla più spesso e difficilmente si siederà in un tram per andare in centro.

Questo “Ecopass” è un’occasione mancata. Quanti anni dovranno ancora passare finché si avrà il coraggio di introdurre misure che incidano realmente sulla qualità dell’aria e che valgano per tutti senza distinzioni?

PARTITO UMANISTA

La nonviolenza è l’unica risposta Stampa E-mail

La nonviolenza è l’unica risposta 

Il governo Prodi sta reagendo con un misto di isteria e arroganza all’ondata popolare di protesta che culminerà nella manifestazione di sabato a Vicenza. Forse si aspettava che il ricatto del “governo amico” riuscisse anche questa volta a tacitare chi si oppone a una politica di servilismo verso gli Stati Uniti in perfetta continuità con quella di Berlusconi. O forse si aspettava che la gente rimanesse indifferente di fronte alla costruzione della più grande base USA in Europa, da cui partiranno i futuri attacchi verso i paesi non allineati al nuovo ordine di potere, creando un ulteriore rischio terrorismo sul nostro territorio.

Visto che questa tecnica non ha funzionato, si è passati alle ridicole accuse di Amato, con il chiaro proposito di creare tensione e scoraggiare la partecipazione al corteo.

Per tutto questo è fondamentale che la manifestazione di sabato faccia della nonviolenza attiva il suo segno distintivo e respinga ogni provocazione violenta, non dando nessuna solidarietà a chi promuove e realizza la lotta armata.

Partito Umanista
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