Ovvero spieghiamo un attimo da dove viene Mr. Monti, un tecnico non eletto da nessuno, ma dai molti conflitti di interesse.
Per anni si è invocato, con ragionevolezza, l’esistenza di un conflitto d’interesse dell’ex premier Silvio Berlusconi, per via della proprietà delle sue aziende, ma adesso vedremo che con l’insediamento del nuovo governo Monti esistano conflitti d’interessi ancora maggiori.
Se per Berlusconi si poteva sostenere i possibili vantaggi personali nella sua posizione di presidente del consiglio, con Monti sarebbero in gioco la perdita della sovranità nazionale conseguente alla sottomissione dell’Italia ai poteri finanziari internazionali. Infatti l’attuale presidente del consiglio, come di seguito documentato, ha incarichi di responsabilità in organismi ed istituzioni internazionali che rappresentano i suddetti poteri come: Goldman Sachs, Commissione Trilaterale, Gruppo Bilderberg, Bruegel e Moody’s.
Ovviamente, chi lo ha messo sul trono senza farlo eleggere, ha un piano ben preciso. Dalle sue prime mosse politiche abbiamo già un evidente quadro delle scelte politiche, ragionando sulle leggi che sta promuovendo. Quali sono queste direttive è ormai chiaro: eliminare ogni diritto dei lavoratori, dare lavoro ai giovani con salari da fame sotto ricatto della disoccupazione, massacrare la classe media con nuove tasse, “liberalizzare” in basso (lavoratori autonomi, piccoli negozi, piccoli imprenditori) e fare protezionismo sfrenato per i grandi (banche, multinazionali, grandi imprenditori, FIAT, Autostrade, TELECOM, ENI ecc.).
Venendo al dunque, si rileva che da una brochure (consultabile al sito relativo) relativa ad un’annuale conferenza organizzata dell’Accademia Europea dell’Impresa nella società nel 2006 presso l’Università Bocconi, vengono elencate le cariche ricoperte dai vari relatori, fra i quali Mario Monti, e di cui si citano appunto incarichi in Goldman Sachs, Bruegel, Bilderberg e Commissione Trilaterale.
A conferma di quanto sopra anche sul report annuale del 2010 di Goldamn Sachs (consultabile al sito relativo) a pag. 203 si fa riferimento all’incarico di consulenza presso la più potente banca d’affari al mondo, Goldman Sachs.
Per quanto riguarda il club Bilderberg (nota organizzazione che si riunisce una volta all’anno dal 1954, a porte chiuse e con i contenuti riservati e segretati, alla quale partecipano personalità “che contano” nell’ambito dell’economia, della finanza, della politica e dell’informazione come: i presidenti di American Express, Coca Cola, Fiat, Microsoft, British Petroleum, Goldman Sachs ed altri; ex presidenti e parlamentari degli Stati Uniti, direttori della CIA ed FBI, segretari della Nato, premier europei e leader d’opposizione; direttori delle più importanti testate giornalistiche mondiali) Monti ne è membro del Consiglio direttivo dal 2010.
Sempre dal 2010 Monti è membro della commissione Trilaterale in qualità di Presidente del Gruppo europeo, come emerge da sito ufficiale (http://www.trilateral.org/go.cfm?do=Page.View&pid=34). La Trilaterale è anch’essa un’organizzazione che riunisce, sempre in forma strettamente riservata personalità del mondo dell’economia e delle finanza e che fu fondata dal celebre magnate David Rockfeller nel 1973.
Monti è anche Presidente della lobby belga Bruegel, un cosiddetto “think tank” (serbatoio di pensiero, ovvero centri di ricerca, dibattito e riflessione un passo indietro rispetto allo scontro politico quotidiano, ma con lo scopo di guardare lontano in termini di strategie, scenari e produzione di ricerca e idee) composto da esponenti importanti di 16 Stati e 28 multinazionali (Microsoft, Samsung, Google, Unicredit, Goldman Sachs, Borsa di New York). Anch’essa è un’organizzazione riservata interdetta agli estranei.
Per concludere si evidenzia che Monti è anche membro europeo di Moody’s una della più importanti e controverse agenzie di rating, note per aver classificato della massima affidabilità il titolo della Lehman Brothers nel 2008 una settimana prima del suo fallimento, producendo perdite per migliaia di risparmiatori.
A voler poi essere pignoli anche i suoi ministri non risultano certo insospettabili di conflitti d’interessi: Corrado Passera (fino a ieri amministratore delegato di Intesa Sanpaolo); Elsa Fornero (ex vicepresidenza del Consiglio di sorveglianza della medesima banca); Francesco Profumo (ex consigliere d’amministrazione di Telecom e Pirelli); Piero Gnudi (consigliere di Unicredit e Gruppo 24 Ore).
In pratica queste nomine “tecniche”, come quella di Mr. Monti che tra l’altro non è neanche un politico, sono un colpo mortale al cuore della democrazia italiana, un vero e proprio colpo di stato delle banche a danno dello stato e dei cittadini. Invece di fucili e dittatori, stanno usando i soldi per prendere lo stato. Se ci riuscissero sarebbe un vero disastro epocale.
La redazione
