Invitiamo tutti agli incontri del 3 e 4 Maggio a Milano, rispettivamente alla Biblioteca di Baggio (Zona 7) e a quella di Città Studi (Zona 3), dove approfondiremo, per il tempo che abbiamo, cos’è l’Economia Mista.

Maggiori info sugli eventi ( Biblioteca Baggio , Biblioteca Città Studi )

Introduciamo cos’è l’Economia Mista con un pezzo del prologo al libro “Economia Mista, oltre il Capitalismo” di Gulliermo Sullings.

[...]Molto è quello che si è tentato, e molto è quello che si è potuto imparare da ogni fallimento. Oggi sappiamo che non si tratta di imporre un’economia centralizzata e burocratica nella quale uno stato burocratico detta e controlla tutto, ma neanche si può sperare che il mercato amministri la giustizia sociale né che pianifichi lo sviluppo. Neanche si tratta di una “terza via” dove lo stato chiede al potere economico il permesso di realizzare timide riforme cosmetiche, perché ciò non è altro che capitalismo mascherato con buone maniere. Non si può parlare di sistemi misti come se si tentasse di mescolare acqua con olio, perché l’olio farà sempre in modo di finire sopra l’acqua; si tenta di creare un nuovo sistema, una nuova sostanza che forse riscatti alcune proprietà dell’olio e dell’acqua, ma incorporandone altre, più adeguate ad un essere umano che sta crescendo.

L’Economia Mista è un sistema appoggiato sui pilastri di una democrazia reale e partecipativa, non su una democrazia formale nella quale i pseudo rappresentanti del paese non sono altro che i soci e complici del potere economico, inerpicati nelle cupole dei partiti tradizionali, offrendo all’elettorato false opzioni che inevitabilmente finiscono in tradimento.

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Gruppo di Studio su Economia Mista

Gruppo di Studio su Economia Mista

A Milano tra Aprile e Giugno 2012 ci saranno vari incontri pubblici per conoscere l’Economia Mista, il 12 Aprile c’è il primo appuntamento in zona Crescenzago a Milano, presso l’Associazione Culturale Villa Pallavicini.

Sarà ovviamente un riassunto degli argomenti principali di Economia Mista, utile per chi vuole avvicinarsi a questo nuovo modello sociale, politico ed economico.

Avremo a disposizione un paio d’ore per esporre questo nuovo modello, è possibile recarsi direttamente nella Via Privata Antonio Meucci, 3 alle ore 21 di giovedì 12 Aprile, presso la sede dell’ “Associazione Cultura Villa Pallavicini”,  oppure segnalare la propria partecipazione.

L’inquadramento dell’incontro è il seguente:

Come potrebbe funzionare una società che ha come valore massimo «offrire uguali diritti ed opportunità» e dove l’economia è subordinata ad un «progetto umano integrale»?

L’economia avrebbe la funzione pratica di produrre e amministrare risorse.
In questa economia c’è la copartecipazione dei lavoratori nella gestione e direzione delle aziende, uno stato coordinatore decentrato e un sistema politico a democrazia diretta.

Quali sono i primi passi da fare per incamminarci verso questo nuovo modello di società?
Quali valori e paradigmi dobbiamo sviluppare nelle nostre vite perché ci si possa incamminare verso questa nuova organizzazione sociale?

Questi incontri sono a cura del gruppo di Studio sull’ Economia Mista che in questi mesi ha approfondito questo modello sociale , economico e politico, in particolare come relatore ci sarà Valerio Colombo che è il massimo esperto di Economia Mista , all’intero del gruppo di Studio.

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Proseguo con questi approfondimenti sull’Economia Mista, sono il frutto dello studio del libro “Economia Mista, più in là del Capitalismo”, di Gulliermo Sullings, portato avanti con altri dell’equipe di studio del Partito Umanista sui “nuovi modelli sociali ed economici”.

I capitoli seguenti sono una mia sintesi (ove sono riuscito) dei capitoli corrispondenti del Libro, gli ho raggruppati insieme in quanto erano contigui nel libro e in quanto in effetti trattano l’influenza dello Stato Coordinatore rispetto allo scioglimento dei nodi speculativi.

Roberto Innocenti

 

La banca statale

La banca privata punta a gestire la liquidità dei mercati , per aumentare il suo lucro a partire dalla sua situazione monopolistica

Lo Stato deve garantire la liquidità monetaria, la banca centrale come capo di una rete bancaria statale che arrivi fino ai comuni , è prestatore di ultima istanza, non e’ garante ne prestatore degli speculatori privati.

Lo Stato si deve occupare di attuare una politica monetaria espansiva, non per compensare le mancate entrate fiscali, ma per oliare la crescita produttiva , accompagnando l’iniziativa privata e incentivando le nuove imprenditorie.

L’inflazione sarà evitata non attraverso politiche restrittive ma attraverso una politica di espansione diretta con precisione.

Lo Stato Coordinatore e’ dinamizzato-re dell’economia insieme con l’iniziativa privata produttiva, scioglierà i nodi speculativi grazie alla Banca Centrale e alla banca statale.

La banca senza interessi

Dato che il denaro,in particolare la sua circolazione, e’un bene pubblico, lo Stato Coordinatore non lucra sul finanziamento dell’apparato produttivo ne sul consumo della gente.

Ci sarà solamente un costo amministrativo per i costi di gestione, senza l’applicazione di alcun tasso di interesse.

Lo Stato canalizzerà nella Banca Statale i depositi delle società private o delle istituzioni, grazie ai propri strumenti fiscali e legali.

I privati che cercano la sicurezza dei propri risparmi sceglieranno la sicurezza e la garanzia della Banca Statale senza Interessi.

Gli speculatori potranno continuare ad esistere per un certo periodo, ma con una operatività sempre più marginale. La speculazione ha un costo sociale ed economico enorme, ha permesso arricchimenti sproporzionati al settore finanziario e sta portando all’esplosione dell’economia reale.

L’autofinanziamento imprenditoriale e’ stato sostituito dal finanziamento creditizio insostenibile per le aziende senza tassi altissimi di ritorno.

Se un risparmiatore vuole ottenere guadagni dai suoi risparmi che li investa produttivamente e rischi, se li vuole tenere al sicuro che li depositi nella banca statale, non e’ possibile guadagnare dormendo sulle banconote.

Lo Stato Coordinatore deve minimizzare il rischio che hanno i risparmiatori nel attivare delle imprese produttive finanziando senza interessi, sarà possibile fare decollare l’economia grazie al potere moltiplicatore dato dalla rapidità di circolazione del denaro frutto dell’economia reale e non con il valore di riserva dei foglietti di carta chiamate banconote , l’unica cosa che producono i grandi capitali speculativi.

 

Il tipo di cambio

Lo Stato deve riservarsi la possibilità di intervenire direttamente nel mercato dei cambi contando su sufficienti riserve, deve proteggere alcuni settori tecnologicamente non competitivi, investire su di essi perché lo diventino, deve curare che la bilancia commerciale non sia troppo in passivo, mettendo crediti sulle importazioni in maniera graduale per non isolare tecnologicamente il Paese.
La bilancia commerciale non deve essere troppo in passivo perché altrimenti il Paese e’ ricattabile grazie al debito estero che è soggetto al mercato dei cambi e quindi suscettibile ad operazioni di speculazione. La super svalutazione della moneta si favorisce le esportazioni e quindi è a beneficio di una bilancia commerciale in positivo ma anche riduce la possibilità di importare tecnologia dal resto del Mondo, limitando quindi la possibilità del Paesi di rafforzare i settori produttivi che fabbisognano ancora di acquisire strumenti e conoscenze tecnologiche.  Sopravvalutare la moneta inciderebbe negativamente sulla bilancia commerciale, danneggiano la competitività dei nostri prodotti da esportare. Nel momento in cui i Paesi si complementeranno potranno cessare di esistere le imposte sulle importazioni. Per evitare la speculazione sui cambi si potrebbe adottare una moneta unica sia all’interno della stessa Regione che eventualmente a livello mondiale, gestita direttamente dal coordinamento Stati Coordinatori e non certo dalle banche private.

Regolazione salariale e politica dei prezzi

In una economia dove si offre la possibilità a tutti di lavorare, con molta richiesta di lavoro, i prezzi ed i salari tendono a salire, e salendo insieme il potere di acquisto del salario non varia. In una economia recessiva esiste la pressione deflazionaria , ovvero la tendenza a scendere dei prezzi, dato che le famiglie dispongono di meno soldi, i prodotti di cui ce n’è è bisogno, per essere venduti, dovrebbero scendere di prezzo. Ma chi produce ha resistenza ad abbassare i prezzi, mentre invece taglia il personale o riduce i salari e peggiora le condizioni contrattuali.

Il mercato castiga il più debole , e chi è il più debole? Quello che ha più concorrenti, che ha meno da offrire al mercato, il mercato non premia ne la laboriosità la capacità, il mercato premia la forza.

Si potrebbe credere che più uno studia , più si qualifica più avrà maggiori possibilità di inserimento nel mercato, eppure ognuno di noi può riscontrare che nella pratica non funziona così, ci sono “somari” che ereditano fortune e guadagnano immensamente di più di scienziati ed ingegneri. Ci sono medici che debbono lavorare 14 ore al giorno per prendere uno stipendio perché ci sono tantissimi altri medici nella loro città e pochissimi posti con contratti decenti disponibili. Ci sono giovani che hanno studiato per diventare tecnici e dato che nel loro Paese c’erano pochi tecnici gli è andata bene ed in altri Paesi dove questa idea l’hanno avuto in molti , si è creata moltissima concorrenza e quindi non gli è andata così bene…

La qualificazione funziona quando uno è tra i pochi ad averla rispetto alla richiesta del mercato, non è la qualificazione in sè, è la posizione di forza che uno ha o meno che può favorirlo. Quando oltre alla qualificazione non esiste una posizione di forza, il valore di mercato di questa qualificazione può essere pari a zero.

Questa regola è valida per i produttori di beni e di servizi, se sono tra i pochi a poter produrre quei beni e servizi (legittimamente o meno) , potranno tenere alti i prezzi e contemporaneamente tenere bassi i salari se molti lavoratori hanno le competenze per lavorare nelle proprie fabbriche od uffici.

Lo Stato coordinatore dovrà sciogliere questi nodi speculativi che sottraggono efficienza al sistema e impediscono la distribuzione del reddito.

Una cosa è la motivazione del guadagno ragionevole , come motore dell’impresa, un’altra cosa  è la ricerca di posizioni predominanti che possano condizionare le regole del gioco.

Se la regola del gioco è l’uguaglianza di opportunità , lo stato deve garantirla, o forse è mal visto l’intervento dello Stato e ben visto l’intervento privato speculativo per manipolare il mercato?

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Il denaro é un unità di misura per scambiare beni e servizi in una economia non del baratto, é stato una pietra, un foglio di carta, una moneta, dei bit nei computer. Come foglio di carta ha potuto moltiplicarsi con le tipografie

Che sia una riserva di valore più preziosa dei beni tangibili é da vedere.

Il denaro é un oggetto inanimato che é stato promessa di consegna di merci, moltiplicato dalle banche prestandolo più volte contemporaneamente, ha dato potere a chi si credeva ne disponesse di molto , ha diviso le famiglie e le società.

Senza oggetti da desiderare o consumare senza misura e l’ansia di avere potere , a cosa servirebbe il denaro?

Grazie alla tecnologia il denaro sarà trasformato in crediti, chi carica i propri crediti potrà scambiare le sue ore di lavoro con ore di lavoro di altri.

Se uno risparmia i suoi crediti , comperando meno oggetti o servizi ( le ore di lavoro degli altri) , accumulerebbe crediti, starebbe risparmiando, accumulerebbe una «riserva di valore», ma questo valore che base concreta ha? Questo risparmiatore non ha delle sementi, ne del bestiame, neanche dei campi corrispondenti, ha solo dei bit. Non esiste alcuna garanzia che ci sono disponibili nella realtà oggetti e servizi per coprire tutte le riserve di valore dei risparmiatori.

Infatti se ci fossero 10 persone che hanno risparmiato ognuno 3 crediti ed ogni pecora costasse 1 credito e che per risparmiare ognuno avesse acquistato 1 pecora invece che 2 all’anno. L’allevatore di pecore che inizialmente allevava 20 pecore, poi avrebbe ridotto a 10, perché la domanda era scesa a 10 pecore annue, se improvvisamente tutti e 10 decidono quell’anno di investire in pecore con i loro 3 crediti dovrebbero poter comprare in totale 40 pecore che l’allevatore non ha e non potrà vendere. Quindi i loro 30 crediti di risparmio non rappresentano nulla perché nell’economia reale non ci sono ne beni, ne servizi equivalenti.

Il denaro che serve come unità misura per lo scambio, serve come riserva di valore solo se è molto richiesto, ovvero se molti ne hanno bisogno per produrre e consumare.

Nel caso che tra 10 persone che scambiano crediti in maniera uguale ognuno scambia 10 crediti all’anno, ce ne sia uno che ne inizi a spendere 5 , dopo 10 anni avrà risparmiato 50, lasciando sul mercato solo 50 crediti, che divisi tra gli altri 9 sono poco piú di 5 crediti per ognuno, ma tutti hanno lavorato e speso per 10 crediti ma ora ne ricevono solo 5 dallo scambio.La riserva dei 50 crediti avrá valore perché tutti vorranno quei crediti per sopravvivere e quindi se non ci fosse una legge ad impedirlo, il risparmiatore potrebbe chiedere degli interessi sui soldi prestati. L’interesse obbligherebbe i produttori ad aumentare la produzione, che per essere venduta , necessiterebbe di un ribassamenti dei prezzi, in questo modo la riserva aumenterebbe di valore, perchè costando meno i prodotti (deflazione) con lo stesso denaro sarebbe possibile acquistarne di più.

In questo esempio di economia pur essendoci i fattori della produzione e la potenziale domanda, per mancanza di liquidità, trattenuta da un risparmiatore, mancherebbe la liquidità per fare incontrare produzione e domanda e quindi si arriverebbe alla paralisi.

In questa dinamica che tende alla paralisi è vero che anche il “risparmiatore” tenderà a vendere di meno, se ci sono altri 9 produttori, la propria diminuzione sarà però solo di un decimo , mentre contemporaneamente per effetto della deflazione il potere d’acquisto della sua riserva aumenterà, come anche la richiesta di prestiti e quindi il suo giro d’affare aumenterà.

Questo denaro che circola tra chi produce e chi compra è come la corrente che circola in un circuito elettrico, è legittimo che uno possa risparmiare corrente a casa sua, ma non è legittimo che decida di interrompere la corrente a tutti quelli che sono collegati al circuito perché passa anche da casa sua e poi chiedere gli interessi a tutti per riattivare la circolazione della corrente nel circuito.

Io denaro quindi è un bene pubblico, non è una merce su cui si possa fare commercio o monopolio , deve essere garantita la sua circolazione, lo Stato Coordinatore deve impedire che ci siano dei ricatti da parte dei “risparmiatori” verso gli altri, evitando che ci sia sfruttamento e speculazione.

Il denaro esiste solo se si muove , nascosto in una cassa non serve a nulla.

Nel caso di un Stato che non ha la sovranità sulla propria moneta e quindi per poter stampare la propria moneta deve avere riserve in altre monete o metalli preziosi , immaginando che queste riserve fossero tutte in un unico grande magazzino che venisse distrutto o prendesse fuoco che conseguenze ci sarebbero? Si darebbe una catastrofe finanziaria se lo si venisse a sapere oppure se rimanesse segreto tutto continuerebbe a funzionare come prima… Strano no?

Il denaro non è un oggetto, non esiste, quella che esiste è la fiducia del fatto che ognuno , grazie al suo lavoro, potrà guadagnare il diritto ad acquisire il frutto del lavoro di altri, in uno scambio equo e ragionevole. Senza tale fiducia, nessuno produrrebbe perché non saprebbe se potrà scambiare la sua produzione con quella degli altri, questo processo innescherebbe una paralisi degli scambi e quindi dell’economia.

Assicurare questa fiducia pubblica non può restare nelle mani dei banchieri, dei finanziatori o degli speculatori, mantenere la fiducia che muove l’apparato produttivo è responsabilità della società organizzata, della democrazia reale, dello Stato Coordinatore.

Nessun privato deve gestire la liquidità necessaria allo sviluppo dell’apparato produttivo,del lavoro e del sostentamento di un intero popolo, solamente uno Stato Coordinatore , in una democrazia diretta ha il diritto di farlo perché è direttamente il volere del popolo.

 

 

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Come anticipato nel precedente post il nostro blog era presente al Summit MMT di Rimini, non siamo andati semplicemente a titolo personale, siamo andati con l’obiettivo di studiare alcuni meccanismi dell’economia attuale, alcune proposte dell’MMT, di modo da potere arricchire ed applicare sullo scenario europeo il nuovo modello di società che l’economia mista implica.

Il Summit di Rimini è stato moto interessante perchè si sono visti diversi dati relativi ai bilanci di diversi Paesi europei, si è studiato l’andamento della bilancia commerciale prima e dopo l’adozione dell’Euro, si sono studiati i futuri scenari economici continuando a sottostare ai vincoli dei Paesi dell’Euro Zona o uscendone intenzionalmente.

Oltre a noi del Partito Umanista, c’erano altri amici umanisti, molti altri amici avrebbero voluto partecipare ma poi non sono riusciti, appena tornati dal Summit ci hanno chiesto di cosa si era parlato al Summit MMT …

Al Summit avevamo preso molti appunti, che andavano riordinati e sintetizzati, per cui in questi giorni ci siamo occupati di riorganizzare tutti i nostri appunti, per produrre una sintesi, allo scopo di poter raccontare agli amici che cosa abbiamo capito dei temi studiati al Summit MMT, per l’occasione abbiamo tradotto anche alcune “slide” che erano visualizzate sui grandi schermi al Summit.

Per cui il lunedì 26 Marzo a Milano, in Via Mazzali, 5 alle ore 20.45 ( con inizio per le 21)  invitiamo tutti gli amici che vogliono informarsi su quello che siamo in grado di trasmettere della Modern Money Theory.

Come dicevo noi di questo blog partiamo già da uno studio che abbiamo fatto su di un nuovo modello di società ( economia mista) e quindi fortunatamente abbiamo abbastanza chiaro le trasformazioni politiche, culturali e di organizzazione sociale che possono “accogliere” nella pratica la MMT, perché ovviamente la MMT può essere una svolta  se cambiano le priorità e valori della società…

I punti che vogliamo svolgere nell’incontro sono:

1- Intro: Contesto storico

2- Cos’è una moneta e lo Stato Sovrano

3- Finanza speculativa e frode oggi

4- La paura del debito pubblico e la situazione europea

5- MMT: la finanza funzionale e obiettivi

6- MMT applicata (casi recenti e soluzioni per l’Europa)

7-proposte di economia mista (spunti umanisti)

Per partecipare in maniera proficua a questo incontro serve essere smaliziati rispetto ai “dogmi” dell’economia che abbiamo studiato sui libri di scuola o ci hanno raccontato, serve riflettere e studiare , perché quello che abbiamo imparato a “memoria” di come funziona l’economia, non ci permette di trovare soluzioni, perché non ci permette di inquadrare il problema, in quanto non lo considera proprio e quindi quando l’economia va male crediamo che sia una specie di “fato” e così diventiamo “superstiziosi” , scongiuriamo che vada bene , come se fosse un “incidente” , una “lotteria”, ovviamente l’economia non è nulla di tutto ciò…

Se invece uno ha già delle “proprie” teorie economiche, che già lo rassicurano, già si sono rivelate proficue per se stesso e per gli altri , allora crediamo che questa persona , non ha alcun motivo per partecipare a questo incontro.

Ci sarà spazio per le domande dopo che abbiamo argomentato i sette punti che abbiamo precedentemente elencato.

Quindi speriamo di incontrarci di persona il 26 Marzo a Milano, Via Mazzali è vicino alla fermata della metropolitana linea Verde Udine MM, sarebbe utile che ci fate sapere se avete intenzione di partecipare , è possibile prenotarsi qui o su facebook.

 

 

 

 

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Alcuni tesserati del Partito Umanista con altri amici, hanno partecipato al recente Summit MMT di Rimini dal titolo “Questo è un colpo di stato finanziario – come fermare l’Argentinizzazione dell’Italia, del nostro reddito, dei nostri diritti e del futuro dei nostri figli”.

Tra gli invitati spiccano nomi di fama mondiale come William Black, Michael Hudson, Marshall Auerback, Stephanie Kelton e l’emerito prof.Alain Parguez.

Stephanie Kelton durante un intervento

La MMT -Modern Money Theory- è una interessante teoria economica che capovolge alcuni concetti fondanti del neolibersimo classico, donando le basi di un economia basata sulla piena occupazione e sulla realizzazione dei diritti fondamentali, attraverso lo strumento del debito pubblico. In questo senso, conviene spiegare che secondo questa nuova teoria economica lo stato deve produrre disavanzo di debito pubblico per far girare l’economia reale. Un approccio alternativo all’economia che vale la pena conoscere, come viene spiegato nel Washington post.

Guarda caso questo approccio è l’esatto contrario del Fiscal Compact che prevede un avanzo di bilancio, come abbiamo recentemente spiegato finirà di distruggere gli Italiani e tutta l’Europa.

Venendo al summit, la partecipazione è stata massiccia considerando la pubblicità quasi inesistente; nonostante questo si parla di duemila persone in un palazzetto dello sport. Molti erano giovanissimi, ma la maggior parte dei presenti aveva dai 30 anni in su, quindi un pubblico piuttosto variegato. Sono state fatte delle vere e proprie lezioni di economia dai vari professori, il tutto gestito in maniera incredibilmente democratica ed autofinanziato dai partecipanti stessi.

Come appariva il palazzo 105 di Rimini nei giorni del summit

 

Dato che gli invitati erano economisti di fama mondiale e praticamente nulla si è detto sui media nazionali, si capisce come questi argomenti siano un vero e proprio tabù: la presenza della stampa è stata praticamente nulla, tranne un piccolo articolo del Fatto Quotidiano. Ma le considerazioni più interessanti sono state espresse proprio dall’organizzatore dell’evento stesso, un famoso e coraggioso giornalista di nome Paolo Barnard.  Per chi non lo conoscesse, si tratta di un vero e proprio sostenitore della lotta radicale per i diritti fondamentali, una persona sensibile e dotata di una profonda compresione delle problematiche sociali.

Ovviamente, il tutto avrà un ulteriore sviluppo nei prossimi mesi. Come militanti del Partito Umanista siamo stati molto colpiti da queste teorie economiche che condividiamo in larga parte. Vale la pena di ricordare che tra le nostre proposte più importanti c’è la democrazia reale, in cui i cittadini si sostituiscono ai politici per decidere autonomamente della gestione delle risorse pubbliche. In questo senso, le due teorie -la Modern Money Theory e la democrazia diretta- si sposano complementandosi l’una con l’altra. Infatti, se i politici fossero sfiduciabili in qualunque momento e se dovesserero rendere conto del loro operato periodicamente agli elettori, come proponiamo da anni, si strasformerebbe radicalmente il rapporto eletto-elettore. Anche frequenti referendum, su questioni fondamentali, aiuterebbero a rendere democratico un sistema che sta scivolando sempre più verso la dittatura mediatica ed economica. Una teoria economica è molto importante, ma se bastasse delle teorie economiche per cambiare il mondo, allora basterebbe cambiare le università. C’è veramente bisogno di introdurre delle leggi che facilitino la partecipazione delle persone alla vita pubblica, delle leggi di responsabilità politica per deporre i politici fraudolenti e corrotti e delle leggi di democrazia diretta che diano reale possibilità di decidere e di informare. Accedere ai media dovrebbe essere possibile a quelli che hanno qualcosa di utlile da dire alla collettività. Troppo spesso parlano alcuni che non hanno niente da dire, mentre quelli che hanno cose interessanti da dire non li fanno neanche parlare; questo è il sistema! Ma non è il politico di turno che porterà avanti questo tipo di cambiamenti.  Tutto questo dipende solamente da noi, comuni persone che vogliamo e possiamo cambiare le cose.

La redazione

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