Archive for febbraio 2012

Non esiste Stato al Mondo che sia o sia mai stato a «pareggio di bilancio» , se non per brevi periodi con conseguenti periodi di recessione e quindi deficit di tutto il settore privato, infatti se lo Stato tassa più di quanta moneta mette in circolazione, ovviamente impoverisce le aziende ed i cittadini, sottraendo liquidità agli scambi dell’economia reale, che diminuiscono e vanno in recessione.

Tra l’altro se buona parte delle tasse vanno agli speculatori invece che ritornare allo Stato, la situazione è ancora più grave.

I periodi di recessione sempre sono a seguito di periodi con basso debito pubblico, anche se non unicamente dipendente da questo fattore.

 

Con il trattato di Maastricht e l’ingresso dell’Italia nell’Euro Zona , lo Stato non ha più avuto il potere di regolare la moneta in circolazione nella quantità e redistribuzione adeguate per fare funzionare correttamente i rapporti economici di aziende e famiglie. Come tutti gli Stati al Mondo, eccetto quelli dell’ esperimento Euro, lo Stato Italiano aumentava liquidità a costo zero e questo era il deficit pubblico ed inoltre redistribuiva le ricchezze con le tasse e in alcuni momenti con l’inflazione.

La corruzione  che è oggi più che mai presente a livello internazionale con le frodi bancarie a danno delle famiglie, delle aziende produttive e degli Stati, con le sue lobby ben installate nei vertici europei, dovrà fare i conti con la sovranità degli Stati che battono moneta, e quindi avrà meno mano libera di frodare un intero continente…

Da quando siamo in zona Euro ogni aumento di liquidità non ha costo zero, quindi il deficit pubblico diventa debito verso la banche e gli speculatori.

Con il Fiscal Compact lo Stato dovrà come minimo fare il pareggio di bilancio (cioè darci 100 e toglierci subito dopo 100), ma meglio ancora se farà il surplus di bilancio (ci darà 100 e ci toglierà 150), cioè dovrà impoverirci, matematicamente. Questa regola dovrà essere inserita nella Costituzioni degli Stati firmatari, o in leggi egualmente vincolanti. Sancito dal Fiscal Compact nel TITOLO III art. 3/1 a) – 3/2.

Il debito privato, ovvero aziende e famiglie di conseguenza continua a crescere ed esse non potendo emettere moneta chiuderanno i battenti, con conseguenze che si vedono chiaramente in Grecia.

Con il «Fiscal Compact” uno Stato che dà ai propri cittadini e alle proprie aziende più denaro di quanto gliene tolga in tasse, cioè che spenda a deficit di bilancio, sarà illegale e anti costituzionale.

Il Fiscal Compact istituzionalizza l’austerità.

Lo Governo Italiano dovrà chiedere approvazione alla Commissione Europea e al Consiglio Europeo prima di emettere i propri titoli di Stato. Anche qui la funzione primaria di autonomia di spesa dello Stato sovrano è cancellata. Sancito dal Fiscal Compact nel TITOLO III art. 6.

La Commissione Europea (non eletta) e la Corte Europea di Giustizia hanno potere sovranazionali per dettare le politiche di austerity e di sanzioni dei Paesi aderenti al Fiscal Compact. Sancito dal Fiscal Compact nella premessa a pag. 2. , TITOLO III art. 3/1 e) – 3/2, TITOLO III art. 5/1 a) – art. 8/1 – 8/2.

Ne consegue che con il trattato del Fiscal Compact (pareggio di bilancio) il Parlamento italiano perde ogni potere di decisione significativa in materia di economia del nostro Paese.

La ratifica del Fiscal Compact da parte del Governo italiano significa a partire dal 2013 manovre annuali di puri tagli per più di 50 miliardi di euro all’anno , sino a che il rapporto debito/PIL non scenda sotto il 60% (ad oggi intorno al 120%). Nel caso l’Italia (analogamente agli altri Paesi aderenti al patto) se negli ultimi 3 anni non avrà ridotto ogni anno il debito di 1/20 del totale, incorrerà ad una sanzione di circa 2 miliardi di euro ( in percentuale al PIL).

Quando scatterà la procedura di denuncia di uno Stato (di non essere stato nelle regole) , gli altri Stati della zona Euro potranno rifiutarsi di sostenere la denuncia, solo se troveranno un sostegno da parte di una maggioranza qualificata dei medesimi Stati. Cioè, per contrastare l’azione punitiva e arbitraria anche di un solo Stato tutti gli altri dovranno trovare una maggioranza. Sancito dal Fiscal Compact nel TITOLO III art. 7.

Saremo costretti ad austerità continue imposte dalla Commissione Europea che nessun italiano elegge. Questo significa povertà imposta su altra povertà.

Che cosa seglierebbero i popoli europei se fossero realmente informati delle conseguenze di questo Fiscal Compact e se sopratutto avessero la possibilità di decidere?

Vedremo in Irlanda che cosa voterà la gente e sopratutto verificheremo se sarà stata informata senza manipolazione (?)

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Siamo Tutti Greci! 18 Febbraio 2012

Il 12 Febbraio in Grecia il Parlamento ha approvato un nuovo pacchetto di misure di austerity, mostruoso e distruttivo, mentre centinaia di migliaia di persone manifestavano in modo nonviolento fuori dal Parlamento e venivano attaccate senza ragione dalla polizia con i gas lacrimogeni.

La Troika ((Commissione Europea, Banca Europea, Fondo Monetario Internazionale)  ha imposto alla Grecia  queste misure di austerity e un governo non eletto dal popolo, che le porti avanti  riducendo il Paese alla fame, senza curarsi delle necessità delle persone e della loro legittima protesta. La democrazia è stata cancellata e si è instaurata la dittatura dei Mercati e della Finanza.

I greci hanno bisogno della solidarietà internazionale, alla quale fanno appello.

Oggi siamo tutti greci!

Ma la Grecia non è l’unico  paese sotto attacco, tutti i paesi europei sono destinati a subire la stessa sorte.

Questa Europa è  mostruosa. Dominata dalle elites finanziarie, distrugge lo stato sociale e cancella i diritti, installa nei governi i suoi emissari e porta i popoli alla miseria per garantire il  profitto smisurato di pochi gruppi, avidi di ricchezza e di potere.

Contro la dittatura dei Mercati e della finanza internazionale, contro la manipolazione dei mezzi di informazione che ci vogliono convincere che non esistano alternative, noi gente comune dobbiamo organizzare una risposta che nasca dal basso e che pretenda la DEMOCRAZIA DIRETTA come unico mezzo per riprenderci la facoltà di decidere sulle nostre vite.

Opponiamoci alla firma del nuovo Trattato europeo, che imporrà di includere il pareggio di bilancio nelle Costituzioni dei paesi e toglierà ogni residua sovranità ai governi e ai Parlamenti eletti da noi.

Questo sistema disumano sta crollando, è il momento di costruirne uno nuovo che abbia come valori centrali la nonviolenza, la democrazia reale e la solidarietà.
Partito Umanista, Mondo senza Guerre, La Comunità per lo sviluppo umano, Convergenza delle Culture

VIENI AL PRESIDIO A MILANO:

A Milano il Partito Umanista, Mondo senza Guerre, La Comunità per lo sviluppo umano e Convergenza delle Culture organizzano un presidio in via Mercanti dalle ore 10.00 alle ore 13.

Vi invitiamo a partecipare, per dare forza al popolo greco e per dire no alla dittatura della finanza internazionale, che cerca di imporsi in Europa cancellando la sovranità dei governi e dei Parlamenti legittimamente eletti da noi.

Qui il link all’appello originale.

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Dopo aver analizzato la discutibile origine tecnica del primo ministro, continuiamo a parlare delle sue dichiarazioni, tanto per svagarci un attimo. Sarà lo stesso divertimento che potevano provare gli antichi romani quando andavano a vedere gli spettacoli del Colosseo. Crudele e selvaggio, ma che ti lascia senza fiato per capirne la stupida concezione violenta.

Chissà, senza essere prevenuti, ascoltiamo con vivo interesse ciò che Mr. Monti dice nelle sue numerossime apparizioni in ogni dove, riflettendoci sopra.

 

Caro Mr. Monti, ci permettiamo di parlarle francamente come se fossimo persone alla pari, facendo finta che lei sia un politico che è stato eletto. Ma la realtà è che lei non è un politico e nessuno l’ha eletto. Ed ha tutti i mezzi di informazione pronti a dargli ragione qualunque cosa dica o faccia. Il tutto è già stato spiegato QUI. Ci chiediamo quali interessi lei rappresenti, visto che non sembra fare quelli dei cittadini. Ma lei, racconta un sacco di bugie, favole senza nessun fondamento. Il suo unico argomento, noioso e ripetuto all’infinito è che se accettiamo peggioramenti oggi, domani ci sarà un futuro radioso per tutti. Ma è una bugia grossa come una casa e lei lo sa benissimo. Ragioniamo sui suoi interventi.

 

 

Ogni tanto lei da dei segnali che lasciamo bene sperare, ad esempio «ciò che sembra sgradevole può darsi che lo sia, ma che l’intenzione è riequilibrare le cose e far ripartire la macchina della produzione» (corriere della sera, 5 febbraio).

Ottimo, diciamo che questa è una discreta balla! Il sospetto che sia qualche fregatura effettivamente c’è, ma siamo lontani dalle balle alle quali ci ha abituato. Siamo sicuri che può fare di meglio, quando uno sta sparando è sempre meglio sparare al massimo, ci creda! Del resto non ci spiega mai, come vuole creare nuovi posti di lavoro, con stipendi adeguati al costo della vita.

 

Per esempio, lei dice che «i giovani si devono abituare abituare a cambiare» (corriere della sera, 4 febbraio). Questa è una “mezza” balla, può comunque fare di meglio, si impegni!

Ma allora ci spieghi, se lavoro non c’è, com’è che possano cambiare lavoro i giovani. Ma sopratutto, senza alcun diritto, il lavoro si trasformerà in schiavitù legalizzata. I lavoratori sono, secondo lei come “macchine” per produrre, sottopagati e senza alcun diritto; in pratica oggetti. Quando non serviranno più, semplicemente si butteranno via, licenziandoli appunto. Un grande progresso, davvero.

 

Lei dice che i giovani «si devono abituare ad andare in altri paesi», su questo è un po’ più sincero, lo dobbiamo riconoscere. È la disarmante semplicità che lascia senza parole; perché è una ammissione completa di mancanza di proposte su come creare nuovi posti di lavoro. È come se un padre dicesse ai suoi figli di suonare ai vicini per mangiare perché da mangiare in casa non c’è né, ne lui farà niente per procurarlo! È come se lei dicesse «il lavoro sono cavoli vostri, tanto qua non ce né, vedete voi come arrangiarvi»; almeno se parlasse così apertamente, eviterebbe la fatica, di perdere tempo a chiedere scusa sul corsera. Infatti…

 

Al contrario di quanto «capitava alla mia generazione o a quelle precedenti, i giovani non avranno un posto stabile presso un unico datore di lavoro o con la stessa sede per tutta la vita o quasi. Dovranno abituarsi a studiare all’estero e a cambiare spesso luogo e tipo di lavoro e anche Paese» (corriere della sera, 4 febbraio). Ma lei è cosciente che dopo la Romania, il secondo paese europeo con più emigrazione è proprio l’Italia? I giovani stanno già scappando, perché di fatto non hanno alternative. Studi una vita per essere disoccupato, oppure ti salvi andando all’estero. Se a questo punto ci vuole anche mettere sopra una legge, prego faccia pure. Un’altra grande proposta di questo governo, degna di un tapiro di platino cromato in oro.

 

 

Lei dice che «l’articolo 18 in una discussione seria e civile non è un tabù», allora ci devi spiegare perché in n una discussione seria e civile non si dovrebbe parlare di statalizzare le banche; con tutti i soldi a fondo perso che hanno preso dagli stati. O perché non creare istituti bancari che lavorano senza interessi per dare ossigeno all’economia. Meglio, ci spieghi come pensa di far avere credito agli imprenditori che vogliono creare nuovi posti di lavoro. Citiamo adesso un’altra sua perla.

 

Lei dice che «l’articolo 18 impedisce investimenti stranieri»(corriere della sera, 5 febbraio); questa è una grande grande bugia. Quindi, la formula magica è che dando libertà di licenziare, si creano posti di lavoro. Che strano, se uno ci pensa, direbbe il contrario. Lei ovviamente, si guarda bene dal dire che saranno posti di lavoro come quelli delle fabbriche cinesi: sfruttati e sottopagati. Quindi non posti di lavoro, ma posti di schiavitù, camuffati da posti di lavoro.

 

Lei dice che L’Italia è «sulla buona strada» (corriere della sera 5 febbraio). Diciamolo: qua lei ha dato il meglio di se stesso. Questa è la madre di tutte le balle: sta preparando un disastro sociale senza precedenti dal dopoguerra e nel frattempo, lei ci dice che siamo sulla buona strada. Forse con la parola strada, si riferiva alla nuova fioritura dell’industria automobilistica, che con i suoi nuovi contratti FIAT darà la piena occupazione. Infatti, lei si dimentica sempre di spiegare da dove arriveranno i nuovi posti di lavoro e come si manterranno i vecchi che spariscono ogni giorno.

 

Poi lei dice, pieno di sé, «ma in un modo che almeno dia la ragionevole promessa di un futuro roseo». (corriere della sera 5 febbraio)

Ma dove non sappiamo… certo, forse nel Favoloso mondo di Oz, ma qua sulla terra no!

 

Mr Monti, non sappiamo dove lei vive, forse sulla luna. Le sue proposte sono non solo prive di alcun fondamento, sono favole staccate dalla realtà. Anzi, peggio sono bugie deliberate, menzogne ad arte per rendere accettabile il non-accettabile. La ringraziamo per aver oltrepassato ogni demagogia, superandola di fatto con un nuovo livello di pragmatismo, che si può definire non demagogia, ma “dementologia”. Faccia una cosa, dato che ci dice che dobbiamo iniziare ad abituarci a cambiare, ci dia lei l’esempio: si dia all’ippica!!

 

Le diciamo noi delle proposte serie per risollevare la situazione. Ma a poco serve, perché lei è un Pinocchio con naso lungo che rappresenta la cricca delle banche e dei finanzieri

Allora, ci rivolgiamo alle persone comuni, che lei dovrebbe rappresentare e che lei prende in giro.

Noi proponiamo:

 

-la democrazia reale attraverso delle apposite leggi, spigata QUI.

Invitiamo a firmare il nostro appello QUI

- nuovi accordi tra gli Stati membri dell’unione Europea affinché il Parlamento Europeo abbia l’autorità di emissione diretta della moneta (quindi senza chiedere prestiti ad alcuno)

-nel caso gli accordi non si realizzassero l’Italia riprenderà ad emettere la propria moneta senza indebitarsi verso la banca privata BCE

- utilizzo degli spazi televisivi per consentire la democrazia diretta

-istituzione della banca statale senza interessi

-tobin tax

-ulteriori tassazioni sulle transazioni a carattere finanziario

-controllo dello stato sulle attività finanziare a carattere privato

-forti tasse sui patrimoni

-coopartecipazione dei lavoratori alla direzione delle aziende

 

 

Vincenzo Barbarulli

 

 

 

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