Archive for gennaio 2012

Democrazia Reale

Alcuni di voi ci hanno scritto ed altri li abbiamo incontrati di persona e spesso , giustamente, con ansia tutto vogliono capire quali sono i primi passi dare fare per “uscire dalla crisi”.

Nei nostri precedenti post abbiamo già indicato le prime azioni comuni che possiamo e ci compete fare come condizioni necessarie per “uscire dalla crisi” ed anche nei video log abbiamo cercato di fare una piccola sintesi dei passi da fare.

Ma qual’è il primissimo passo di tutti quelli indicati?

LA DEMOCRAZIA DIRETTA!

Attenzione che la democrazia diretta è diversi passi avanti rispetto alla democrazia partecipata, in quella partecipata ci sono comunque gli eletti che rappresentano e decidono, ma che condividono con la popolazione le scelte e i retroscena, raccolgono suggerimenti , consultano la popolazione, ma comunque sono solo gli eletti ad avere potere di decisione.

Nella democrazia diretta, non c’è delega sulle questioni importanti, ogni cittadino decide direttamente, determina le priorità, valuta e calcola le priorità che poi i tecnici tradurranno nella pratica, i cittadini non sono semplicemente consultati ma determinano direttamente, senza intermediazione, le decisioni.

Nella democrazia diretta ogni cittadino è come un consigliere comunale con l’autonomia di un parlamentare, quindi deve dedicarsi parecchio alla vita del proprio comune, per capirne le problematiche, risorse e riflettere sulle scelte.

La democrazia diretta implica il fatto che il potere sia decentrato fino al Comune, anche se ci saranno decisioni e consultazioni anche per questioni provinciali, regionali , nazionali ed europee.

Come è stato scritto nel sito http://www.appellodemocraziadiretta.org/

Pretendiamo la democrazia diretta come unica via d’uscita dalla crisi attuale.
Dobbiamo uscire dall’attuale atteggiamento passivo in cui si aspetta che sia qualcun altro a occuparsi della situazione.
Non possiamo più permetterci di credere che ci sia sempre qualcuno più preparato, più intelligente o semplicemente “più in alto” che debba o possa prendere le decisioni per noi.

Quindi il primo passo è uscire dal nostro atteggiamento di attesa che qualcun’ altro si occupi per noi della situazione.

Dall’altra pretendere che dobbiamo essere noi a decidere , come si scritto in appello democrazia diretta

Dobbiamo pretendere che “gli azionisti” di una democrazia siano i cittadini e non, come sembra oggi, gli investitori che finanziano il debito degli stati in cambio di interessi speculativi spropositati.

Per decidere dobbiamo avere a disposizione tutte le informazioni necessarie…

Dobbiamo chiedere, anzi pretendere, che siano fornite spiegazioni dettagliate ed esaustive sulla situazione attuale.
I resoconti forniti finora sono sempre incompleti e offuscati da inutili tecnicismi. Per non parlare del fatto che non sono mai contestualizzati all’interno del processo storico che ci ha portati fino a qui.

Non sono i tecnici che stanno decidendo cosa è prioritario, nemmeno i politici e nemmeno la popolazione. Pretendiamo che sia la popolazione a dare le priorità sulla base delle quali i tecnici operano.

La popolazione a partire dalla sforzo di

costruzione di un’intelligenza collettiva e attiva, che possa dare risposte di tipo nuovo

potrà pretendere la Democrazia Diretta.

Invitiamo tutti ad aderire e diffondere l’appello oltre che a metterlo in pratica.

 

Di seguito il testo dell’appello:

In questi giorni stiamo assistendo sempre più impotenti alle estreme conseguenze di quello che stanno chiamando “crisi economica”.
Sappiamo che in realtà essa non è causata da fattori concreti come una carestia o la diffusione della peste, ma da “attacchi speculativi” e dalla sfiducia di un’entità superiore denominata “i mercati”.
In questo senso emerge che la crisi è “economica” solo in quanto causata da tecniche di tipo economico messe in atto dagli speculatori finanziari.
Ci sono alcune risposte pratiche che si potrebbero lanciare con forza da subito, come la pretesa che la BCE cominci ad operare come una vera banca centrale statale e che i governi le impongano di immettere liquidità nel sistema; che siano riaperte linee di credito alle imprese e agli individui a interessi ragionevoli o meglio, senza interessi, per rilanciare l’economia; legiferare urgentemente a livello europeo per tassare gli speculatori e limitarne le possibilità di azione; operare politiche di ridistribuzione della ricchezza, che è ora bloccata in fortune spropositate e improduttive: per fare tutto questo non ci sarebbe bisogno del “socialismo reale”, ma di semplici criteri di misura, di buon senso, di nonviolenza sociale.
Sappiamo che l’interesse di tutti in questo momento è focalizzato sulla possibilità di far emergere proposte pratiche come queste e, a tale riguardo, rimandiamo al “Documento del Partito Umanista Internazionale rispetto alla Situazione Mondiale”.
Ma l’intenzione di questo documento-appello non è quella di fare proposte pratiche, quanto piuttosto quella di proporre uno sforzo per cambiare la prospettiva da cui considerare il momento attuale.

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Si sta diffondendo la consapevolezza che le forze che stanno determinando la crisi siano davvero poderose, mentre si è dovuta constatare l’impotenza della classe politica di fronte a tutto questo. Affiora anche la tentazione di credere che la classe politica sia l’unica responsabile e che semplicemente sostituendola o ridimensionandola si possano risolvere le cose.
Però occorre osservare che questa sfiducia nella politica è di portata planetaria e apre il fianco a un attacco di forze irrazionali e violente, che non vedono l’ora di spazzare via definitivamente le istituzioni democratiche. Ci stanno facendo respirare un “vento di catastrofe” con cui poter giustificare qualsiasi cosa.
In questo senso sarebbe molto saggio ricordarsi come quello che accadde nella Germania della prima metà del secolo scorso fosse scaturito da una situazione piuttosto simile a quella attuale e, quindi, fare attenzione a  non ricadere negli stessi errori.
Una domanda interessante potrebbe essere quella di chiedersi chi e come ha ridotto alcuni degli Stati Sovrani più importanti del mondo, come Italia e Spagna, ma anche Francia e Germania, a una sorta di società per azioni che devono rendere conto a “chi li finanzia”.
Certo è che la situazione attuale non è stata determinata dai “tecnici” che in questo momento stanno operando al governo in Italia (e nelle istituzioni europee non elettive). Proprio in quanto “tecnici” non fanno altro che dare soluzioni tecniche in base alle direttive che hanno ricevuto.
Quali sono esattamente queste direttive? Chi c’è dietro le lettere inviate direttamente al governo Berlusconi, che indicavano i provvedimenti da adottare? Ci è stato detto: “l’Europa”, come se si trattasse della somma delle voci degli altri popoli dell’Unione… ma sappiamo che coloro che hanno scritto quelle lettere sono a loro volta dei tecnici; tecnici non eletti da nessuno!
Dobbiamo pretendere che “gli azionisti” di una democrazia siano i cittadini e non, come sembra oggi, gli investitori che finanziano il debito degli stati in cambio di interessi speculativi spropositati. Ciò non vuol dire necessariamente non restituire quanto prestato, ma ridiscutere gli enormi interessi sui debiti che stanno schiacciando le economie degli stati (praticamente tutti!) in un vortice depressivo.
Dobbiamo uscire dall’attuale atteggiamento passivo in cui si aspetta che sia qualcun altro a occuparsi della situazione. Non possiamo più permetterci di credere che ci sia sempre qualcuno più preparato, più intelligente o semplicemente “più in alto” che debba o possa prendere le decisioni per noi.
Non possiamo più permetterci di pretendere che siano quelli “votati” ad avere questo compito. Soprattutto perché è ormai evidente che il gioco elettorale della democrazia rappresentativa è viziato nelle sue fondamenta. Tanto che anche se ci fosse qualcuno benintenzionato e riuscisse ad essere eletto è improbabile che sarebbe messo nelle condizioni di muoversi con libertà.
Ma la soluzione non sta certamente nel fatto di eliminare i politici e sostituirli con dei “tecnici”.
I tecnici possono operare solo in base a delle direttive, che diano loro una direzione sugli obiettivi da perseguire. La tecnica in sé non è né buona né cattiva: si possono fare bombe o curare malattie con gli stessi strumenti.
Chi sta dando le direttive ai tecnici? Non possiamo prendercela con loro e con i “sacrifici” che ci impongono se non poniamo davvero questa domanda e non pretendiamo una risposta esaustiva.
Dobbiamo chiedere, anzi pretendere, che siano fornite spiegazioni dettagliate ed esaustive sulla situazione attuale. I resoconti forniti finora sono sempre incompleti e offuscati da inutili tecnicismi. Per non parlare del fatto che non sono mai contestualizzati all’interno del processo storico che ci ha portati fino a qui.
Noi del popolo siamo trattati come bambini a cui nascondere le verità che non siamo in grado di comprendere. Il fatto che si possa essere noi a prendere direttamente le decisioni non è neanche all’orizzonte; ma siamo sicuri che non sia fattibile?
Si tratta di capire che siamo tutti responsabili e che, se non ci lasciano operare in modo attivo tale “responsabilità”, se non ci lasciano decidere direttamente per il nostro futuro allora dobbiamo pretendere di poterlo fare.
Il livello di istruzione delle generazioni attuali è unico nella storia. È arrivata l’ora di usare questa condizione e anche di migliorarla.
Non possiamo davvero più permetterci di firmare assegni in bianco.
I popoli europei possono disporre di un’accumulazione storica di millenni, certo non l’unica del pianeta, ma che aveva permesso di lanciare un progetto, quello dell’Unione Europea, che all’inizio era spinto da ideali molto più alti del pareggio di bilancio. È sicuro che i popoli europei conservano una memoria di questi ideali, pur seppellita da alcuni decenni di consumismo sfrenato e da un bombardamento mediatico che spinge tutto verso la distrazione e il timore paralizzanti. Possiamo permettere che tanti millenni di storia si riducano a una bancarotta di popoli composti da consumatori indebitati e schiavi delle banche?
Stiamo parlando di fare un salto storico verso il lancio di una democrazia diretta che superi le logiche degli interessi nazionali.
L’appello che lanciamo non è quello di aderire al nostro Partito, né tantomeno di delegare a noi la soluzione della crisi. Le proposte che facciamo devono essere considerate come un contributo, sentito e nonviolento,  che può essere preso o meno in considerazione.
L’appello più importante è che tutti si “facciano carico” della costruzione di un’intelligenza collettiva e attiva, che possa dare risposte di tipo nuovo. Che nessuno si aspetti una ricetta che arrivi dall’alto, ma che si sforzi per costruirla insieme ad altri.
È a partire da questo sforzo che potremo pretendere urgentemente l’istituzione della pratica della Democrazia Diretta, in cui le decisioni importanti siano prese consultando direttamente e in modo vincolante la popolazione!
È un’utopia?
Il 4 maggio del 2004 il recentemente scomparso filosofo argentino Mario Rodriguez Cobos (Silo), fondatore del Movimento Umanista, affermò  “…i popoli sperimenteranno un desiderio crescente di progresso per tutti, comprendendo che il progresso per pochi finisce con il progresso per nessuno…
E l’anno dopo aggiunse “…In alcuni momenti della storia si leva un clamore, una straziante richiesta degli individui e dei popoli. Allora, dal Profondo arriva un segnale.  Magari questo segnale fosse tradotto con bontà nei tempi che corrono, fosse tradotto per superare il dolore e la sofferenza. Perché dietro questo segnale stanno soffiando i venti del grande cambiamento.
Quando, molti anni fa, annunciavamo la caduta di un sistema molti si burlavano di ciò che per loro era impossibile. Mezzo mondo, mezzo sistema che si supponeva monolitico è crollato.
Però quel mondo che è caduto lo ha fatto senza violenza e ha mostrato le cose buone che c’erano nella gente. Inoltre, prima che scomparisse, da quel mondo si è propiziato il disarmo e si è cominciato a lavorare seriamente per la pace. E non c’è stata nessuna Apocalisse. Il sistema è crollato in metà pianeta e, a parte le difficoltà economiche e la riorganizzazione delle strutture che la popolazione ha subito, non ci sono state tragedie, né persecuzioni né genocidi. Come avverrà la caduta nell’altra metà del mondo? Che la risposta al clamore dei popoli sia tradotta con bontà, sia tradotta nella direzione di superare il dolore e la sofferenza.
Come esseri umani non siamo estranei al destino del mondo. Orientiamo la nostra vita in direzione dell’unità interna, orientiamo la nostra vita in direzione del superamento delle contraddizioni, orientiamo la nostra vita verso il superamento del dolore e della sofferenza in noi, nel nostro prossimo e laddove possiamo agire.
Che la nostra vita cresca superando la contraddizione e la sofferenza. Che la nostra vita avanzi facendo avanzare gli altri.”
Come umanisti pensiamo che, se veramente si vuole dare una risposta alla crisi, questa risposta può partire solo dal ricorrere a quanto più forte e grande c’è in ognuno di noi.

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In questo video affronto il tema delle false soluzioni o speranze rispetto alla “crisi”,dato che in questo periodo sento parlare molto di redditi degli Italiani, chi sa i proprietari dei media che ne parlano si includono nella ricerca dei redditi.

Dato che tutte noi persone normali che lavoriamo per vivere siamo molto preoccupati della nostra vita in quanto dipendiamo dal lavoro che diminuisce, questa preoccupazione ci agita non poco, ecco che se ci raccontano alcune “favole” magari ci addormentiamo bene.

La “favola” è la seguente, il governo sta stanando tutti quelli che sono più ricchi di te ( ma non troppo più ricchi) di modo che quei soldi che dovranno dichiarare questi “diversamente poveri”, ci danno da intendere, che ritorneranno un pò nelle nostre tasche… Così ci addormentiamo dal mettere in discussione la privatizzazione dell’acqua e altri sciacallaggi che dall’alto stanno attuando… Ecco allora che “i nemici” sono quelli un pò più ricchi di noi e quindi il malcontento viene deviato verso la guerra tra diversamente poveri.

Intanto i “super ricchi” , appoggiati ai paradisi fiscali,  parassiti attaccati all’economia reale, stanno appropriandosi delle risorse energetiche, produttive, tecnologiche del nostro Paese, delle nostre aziende , dei nostri Comuni , delle nostre Università. Intanto che noi ce la prendiamo con i commercialisti, i gioiellieri, gli avvocati , imprenditori , dipendenti, stranieri, ed altri… gli speculatori sacrificano il nostro Paese intero in nome dello Spread! Vi ricordate “Dividi et impera…”.

Mano a mano che i mandanti delle agenzie di rating, della speculazione ci rubano il presente ed il futuro cercano di farcela prendere con le persone comuni , siano esse Poliziotti, Manifestanti, Avvocati, Stranieri, Imprenditori, Operai, Impiegati, o semplicemente diversi da noi…

Ma qual’è il motore e la benzina dell’economia reale? Sono gli esseri umani, la propria creatività e capacità di collaborare e complementarsi e le risorse naturali dei territori. Da un pò di secoli il denaro ha svolto la funzione di lubrificante del motore, forse è arrivato il momento di cambiare il fornitore d’olio!

Bisogna attivare una rete di reciproco aiuto che di fatto è l’economia reale che non dipende più dal denaro. L’economia reale che dipenderà direttamente dalle persone, dalla loro creatività e competenza e collaborazione e che utilizzano le risorse del territorio per soddisfare il bisogno di vivere tutti degnamente e in maniera sostenibile.

 

Roberto Innocenti

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Visto che sto pubblicando dei Video Log e la mia inesperienza con le riprese video, mi sono accorto che nel Video Log 1 mancano alcuni dettagli che spero di riuscire ad aggiungere in questo.

In questo video  cerco di definire più in dettaglio le azioni puntuali che invitiamo a fare:

  • Davanti a ogni decisione rilevante che devono prendere i governanti, in materia economica, politica o sociale, esigere l’implementazione di una consultazione della popolazione, denunciando come antidemocratiche le misure non sottoposte a consultazione.
  • Promuovere l’interscambio, il dibattito, la formazione e la circolazione delle informazioni, affinché l’insieme della società possa formare la propria opinione su tutti i temi che dovrebbero essere oggetto di consultazioni popolari. Utilizzare per questo i forum con partecipazione presenziale e le reti, esigendo dai mass media che cedano spazio a tali fini e denunciando quelli che non lo fanno come complici della democrazia formale.
  • Elaborare progetti di legge per esigerne la discussione e promuoverli dalla costruzione sociale-politica alternativa. Legge di Democrazia Reale (con l’inserimento di tutti i relativi meccanismi). Riforma tributaria che garantisca la ridistribuzione della ricchezza e il reinvestimento produttivo dei guadagni. Legge di Proprietà Partecipativa dei Lavoratori nelle imprese. Controllo del sistema finanziario e creazione della Banca senza Interessi.
  • Mobilitarsi permanentemente per due diritti fondamentali, quali sono il diritto all’Educazione e alla Salute, pubbliche, gratuite, universali e di alta qualità; chiedendo non solo la loro esistenza ma anche finanziamenti adeguati alla loro importanza.
  • Promuovere e diffondere attraverso tutte le vie possibili i paradigmi di una nuova cultura per la Nazione Umana Universale: la nonviolenza, la non discriminazione, la reciprocità, la libertà, la giustizia sociale e il senso della vita. Allo stesso tempo denunciare come retrogradi i valori dell’individualismo, del consumismo, della violenza, della xenofobia e della guerra.

Inoltre sottolineo maggiormente la necessità di impegnarsi per fare che si dia questo cambiamento della condizione umana, perché non avverrà come sola conseguenza meccanica della pressione popolare e del malcontento verso chi governa.

Roberto Innocenti

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Inauguriamo i video log, che sarebbero dei video diaro dove registriamo cio che desideriamo condividere, alcune riflessioni ed indicazioni, possibilmente seguendo l’ispirazione… Cercheremo di migliorarli via via…

In questo video diamo indicazioni di base su come uscire dalla situazione attuale di mancanza di visione di futuro.

Gettiamo le prime basi per “il nuovo modello di organizzazione sociale”.

Nel video ci sono alcune proposte per la mobilitazione sociale, per fare pressione sui governi e costruire alternative al potere costituito

  • Esigere l’implementazione di una consultazione della popolazione, di fronte a ogni decisione rilevante che devono prendere i governanti in materia economica, politica o sociale, denunciando come antidemocratiche le misure non sottoposte a consultazione.
  • Promuovere l’interscambio, il dibattito, la formazione e la circolazione delle informazioni, affinché l’insieme della società possa formarsi una propria opinione su tutti i temi che dovrebbero essere oggetto di consultazioni popolari.
  • Elaborare disegni di legge riferiti alla costruzione di un’alternativa socio-politica, esigerne la discussione e promuoverli: legge di Democrazia Reale (con l’inserimento di tutti i relativi meccanismi); riforma tributaria che garantisca la ridistribuzione della ricchezza e il reinvestimento produttivo dei guadagni; legge di Proprietà Partecipativa dei Lavoratori nelle imprese; controllo statale del sistema finanziario e creazione di una Banca senza Interessi.
  • Mobilitarsi permanentemente per due diritti fondamentali, quelli all’Educazione e alla Salute, pubbliche, gratuite, universali e di alta qualità, chiedendo non solo la loro esistenza ma anche finanziamenti adeguati alla loro importanza.

Seguiranno nel tempo innumerevoli video log dove daremo varie indicazioni, speriamo utili.

Roberto Innocenti

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Foto Mario Monti

Ovvero spieghiamo un attimo da dove viene Mr. Monti, un tecnico non eletto da nessuno, ma dai molti conflitti di interesse.

Per anni si è invocato, con ragionevolezza, l’esistenza di un conflitto d’interesse dell’ex premier Silvio Berlusconi, per via della proprietà delle sue aziende, ma adesso vedremo che con l’insediamento del nuovo governo Monti esistano conflitti d’interessi ancora maggiori.

Se per Berlusconi si poteva sostenere i possibili vantaggi personali nella sua posizione di presidente del consiglio, con Monti sarebbero in gioco la perdita della sovranità nazionale conseguente alla sottomissione dell’Italia ai poteri finanziari internazionali. Infatti l’attuale presidente del consiglio, come di seguito documentato, ha incarichi di responsabilità in organismi ed istituzioni internazionali che rappresentano i suddetti poteri come: Goldman Sachs, Commissione Trilaterale, Gruppo Bilderberg, Bruegel e Moody’s.

Ovviamente, chi lo ha messo sul trono senza farlo eleggere, ha un piano ben preciso. Dalle sue prime mosse politiche abbiamo già un evidente quadro delle scelte politiche, ragionando sulle leggi che sta promuovendo. Quali sono queste direttive è ormai chiaro: eliminare ogni diritto dei lavoratori, dare lavoro ai giovani con salari da fame sotto ricatto della disoccupazione, massacrare la classe media con nuove tasse, “liberalizzare” in basso (lavoratori autonomi, piccoli negozi, piccoli imprenditori) e fare protezionismo sfrenato per i grandi (banche, multinazionali, grandi imprenditori, FIAT, Autostrade, TELECOM, ENI ecc.).

Venendo al dunque, si rileva che da una brochure (consultabile al sito relativo) relativa ad un’annuale conferenza organizzata dell’Accademia Europea dell’Impresa nella società nel 2006 presso l’Università Bocconi, vengono elencate le cariche ricoperte dai vari relatori, fra i quali Mario Monti, e di cui si citano appunto incarichi in Goldman Sachs, Bruegel, Bilderberg e Commissione Trilaterale.

A conferma di quanto sopra anche sul report annuale del 2010 di Goldamn Sachs (consultabile al sito relativo) a pag. 203 si fa riferimento all’incarico di consulenza presso la più potente banca d’affari al mondo, Goldman Sachs.

Per quanto riguarda il club Bilderberg (nota organizzazione che si riunisce una volta all’anno dal 1954, a porte chiuse e con i contenuti riservati e segretati, alla quale partecipano personalità “che contano” nell’ambito dell’economia, della finanza, della politica e dell’informazione come: i presidenti di American Express, Coca Cola, Fiat, Microsoft, British Petroleum, Goldman Sachs ed altri; ex presidenti e parlamentari degli Stati Uniti, direttori della CIA ed FBI, segretari della Nato, premier europei e leader d’opposizione; direttori delle più importanti testate giornalistiche mondiali) Monti ne è membro del Consiglio direttivo dal 2010.

Sempre dal 2010 Monti è membro della commissione Trilaterale in qualità di Presidente del Gruppo europeo, come emerge da sito ufficiale (http://www.trilateral.org/go.cfm?do=Page.View&pid=34). La Trilaterale è anch’essa un’organizzazione che riunisce, sempre in forma strettamente riservata personalità del mondo dell’economia e delle finanza e che fu fondata dal celebre magnate David Rockfeller nel 1973.

Monti è anche Presidente della lobby belga Bruegel, un cosiddetto “think tank” (serbatoio di pensiero, ovvero centri di ricerca, dibattito e riflessione un passo indietro rispetto allo scontro politico quotidiano, ma con lo scopo di guardare lontano in termini di strategie, scenari e produzione di ricerca e idee) composto da esponenti importanti di 16 Stati e 28 multinazionali (Microsoft, Samsung, Google, Unicredit, Goldman Sachs, Borsa di New York). Anch’essa è un’organizzazione riservata interdetta agli estranei.

Per concludere si evidenzia che Monti è anche membro europeo di Moody’s una della più importanti e controverse agenzie di rating, note per aver classificato della massima affidabilità il titolo della Lehman Brothers nel 2008 una settimana prima del suo fallimento, producendo perdite per migliaia di risparmiatori.

A voler poi essere pignoli anche i suoi ministri non risultano certo insospettabili di conflitti d’interessi: Corrado Passera (fino a ieri amministratore delegato di Intesa Sanpaolo); Elsa Fornero (ex vicepresidenza del Consiglio di sorveglianza della medesima banca); Francesco Profumo (ex consigliere d’amministrazione di Telecom e Pirelli); Piero Gnudi (consigliere di Unicredit e Gruppo 24 Ore).

In pratica queste nomine “tecniche”, come quella di Mr. Monti che tra l’altro non è neanche un politico, sono un colpo mortale al cuore della democrazia italiana, un vero e proprio colpo di stato delle banche a danno dello stato e dei cittadini. Invece di fucili e dittatori, stanno usando i soldi per prendere lo stato. Se ci riuscissero sarebbe un vero disastro epocale.

La redazione

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