Archive for dicembre 2011

Ti hanno sempre detto che se ti guardi bene intorno e ti dai da fare, alla fine un lavoro lo trovi. Hai bussato tante porte, risposto a 10.000 annunci e inviato 100.000 curriculum, ma niente da fare. Non solo non trovi un lavoro qualsiasi, ma peggio ancora non trovi nessun lavoro. Oppure trovi un attività precaria e mal retribuita, dove ti possono mandare a casa da un momento all’altro. Ti senti un fallito, incapace di avere successo e ti vivi la situazione come fosse un problema personale. Ma ci sono delle cose che devi sapere, senza pensare oltremodo che tutto dipende da te. Le cause di questo vuoto occupazionale sono molteplici e tutte hanno contribuito, in modi diversi. Una su tutte la delocalizzazione delle industrie italiane, chiuse per essere riaperte da altre parti del mondo; ma ce ne se sono ben altre. Molto hanno pesato gli orrori sociali portati avanti dai vari governi; infatti le bugie nelle decisioni dei vari ministri sono tristemente all’ordine del giorno. In questa galleria degli orrori, ci danno bella mostra di sé scelte folli quali l’allungamento dell’età pensionabile, la possibilità di assumere con contratti “fantasma” senza alcun diritto di stabilità, il blocco delle assunzioni nel pubblico e la nuova tendenza a facilitare i licenziamenti di chi un lavoro ce l’ha, attaccando frontalmente l’articolo 18. In questo simpatico quadro, la situazione è destinata ad aggravarsi ulteriormente, vedremo più avanti il perché.

Politicamente siamo alla barzelletta: i politici vanno in televisione con proposte di peggioramento per tutti, dicendo che lo fanno per noi.

Mentre mentono sapendo mi mentire, ci stanno dicendo che faranno di tutto per “salvarci”, per migliorare la nostra vita.

In realtà, stanno facendo esattamente il contrario: peggioramento della qualità della vita, eliminazione di tutti i diritti fondamentali, riduzione di redditi e pensioni, inquinamento libero, povertà generalizzata, speculazione selvaggia, corruzione sfrenata… questi i risultati delle scelte politiche degli ultimi anni!

 

Ma insomma, chi comanda in questa casa..io voglio un lavoro!.

Ma chi ha deciso tutto questo? C’è una concentrazioni di soldi senza precedenti nella storia, ma la storia recente insegna che chi ha il potere economico spesso ha in mano anche quello politico. Chi detiene il potere finanziario controlla il governo italiano ed impone ai cittadini politiche di austerità. In sostanza, chi ha tutti i soldi in mano si preoccupa principalmente di moltiplicarli attraverso le speculazioni, piuttosto che con l’economia reale. Questo viene fatto attraverso la finanza, quindi chi ha i soldi in mano non ha più nessun bisogno di creare nuovi posti di lavoro. Al massimo ha bisogno di ridurli e lo sta facendo tutti i giorni. Oltretutto, l’informazione che riceviamo è da loro controllata e spesso manipolata ad arte perché niente cambi.

In ultima analisi bisogna riconoscere che questo è il vero significato della parola neoliberismo: pochi “liberi” di fare quello che vogliono con la vita degli altri. Pochi “liberi” di manipolare l’informazione a loro piacimento. Pochi “liberi” di possedere tutto, oggetti e persone, senza che lo stato intervenga a fermarli.

 

La filastrocca della crisi e della ripresa

Ci hanno massacrato promettendoci un paradiso che non arriverà mai. Venti anni fa i più importanti giornali titolavano, in prima pagina, che dietro l’angolo si vedeva la ripresa. Ma nessuno si è mai preso la briga di spiegare da un punto di vista strutturale da dove arriverebbe questa ripresa. Gli anni sono passati e ci parlano ancora di ripresa in vista, è  giusto dietro l’angolo!

Intendiamoci la crisi c’è , nel senso che tagliano posti di lavoro, di fatto circolano sempre meno soldi…siamo ridotti con le pezze al culo, mentre la creazione di nuovi posti di lavoro ce la possiamo sognare la notte, perché giusto quello c’è rimasto da fare. L’agenda politica è incentrata sul pareggio di bilancio, i tagli e le tasse: da dove arriverà la crescita non è dato sapere. La verità è a questi signori l’uscita dalla crisi non interessa minimamente, anzi alcuni stanno traendo dei grandissimi vantaggi economici da quello che viene chiamata crisi, ma che in realtà è un gioco pilotato, dove alla fine il banco vincerà tutto.

 

Le vere cause della crisi

Se una cosa non funziona e non ti piace di solito si prova a cambiarla. Almeno, così mi insegnava mio nonno. C’è bisogno di cambiare profondamente le basi economiche di questa società, perché la crisi è il sintomo e non la causa del male profondo. Allora parliamo del male profondo, creato sicuramente da una cultura non-umana e violenta, ma che ha precisamente l’economia come canale espressivo. Una su tutte è una sproporzionata distribuzione della ricchezza prodotta, che sfugge dalle mani dei lavoratori finendo nel ciclo della speculazione finanziaria internazionale. Ma ve ne sono altre: i tassi bancari che sono nella sostanza usura legalizzata, lo sfruttamento e il possesso irrazionale delle materie prime, una cultura basata non sulla necessità ma sui desideri (consumismo), il fiorire dell’economia bellica a scapito di altri modelli di economia sostenibile, una concentrazione economica paurosa creata da un economia a carattere speculativo. Questa minoranza di finanzieri, di fatto al potere, promuove una democrazia formale che in realtà è una dittatura del denaro. Lo stato promuove leggi a loro favore, abbandonando i cittadini al loro destino.

Lo stato deve poter intervenire per garantire i diritti fondamentali

Lo stato a questo punto dovrebbe intervenire per ristabilire i diritti fondamentali, il punto centrale della discussione è in parte questo. E’ lo stato che deve garantire che la priorità siano i diritti dell’uomo, come paradigma fondante. Non può essere certo l’imprenditore che si fa carico in toto del diritto di vivere di un lavoratore. Comunque come vedremo più avanti, per fare una rivoluzione economica anche i proprietari di azienda saranno chiamati in causa. Si è detto una grande bugia dicendo che il lavoro precario avrebbe creato occupazione, ma è solo una sporca bugia. Il lavoro precario crea in realtà lavoratori senza alcun diritto, sotto pagati e licenziabili in qualunque momento. Quello che si deve iniziare a pensare, in ogni caso, è come garantire un reddito minimo di vita, quindi se un lavoratore non è occupato sarà lo stato a farsene carico attraverso un reddito minimo garantito. In questo senso, si potrebbe parlare di lavoro flessibile nel senso che se viene perso, per un periodo lo stato garantisce il salario fino alla prossima occupazione. Allora dovremo discutere l’altra questione: ma perché i lavoratori vengono licenziati? Perché le aziende chiudono i battenti per riaprirli in un altra parte del mondo? Perché un imprenditore al puro scopo di aumentare i suoi profitti personali, può licenziare a suo piacimento? Perché l’aumento di tecnologia che libera l’uomo da molti lavori, deve andare a vantaggio solo dei soliti noti?

Riconosciamo il valore di alcuni imprenditori che con il loro genio ed estro creativo hanno cambiato la società. Riconosciamo che grazie ad alcuni imprenditori, in alcune zone del mondo si è migliorato la vita di molti. Però adesso è giunto il momento di un profondo cambiamento: fino ad oggi si è detto al lavoratore il salario e all’imprenditore il profitto. È arrivato il momento di trasformare radicalmente questo rapporto assurdo.

 

 

Lavoratori e imprenditori, vittime di uno stesso sistema

Fino ad oggi, si è dato quasi per scontato che gli imprenditori sono sono nemici dei lavoratori. Ma soffiano venti nuovi nel sistema economico e molti iniziano a capire la falsità di questo ingiusto sistema:

Nel Sistema Economico attuale, la concentrazione della ricchezza in poche mani, non solo emargina le popolazioni, nella misura in cui genera disoccupazione e povertà tra i lavoratori, ma demolisce anche gli imprenditori delle piccole e medie imprese, facendoli fallire sottomettendoli alle altalene del mercato gestito dai grandi, e facendoli indebitare a tassi usurai, con gli stessi grandi che gestiscono la Banca. Di conseguenza in questo momento è necessaria l’unione tra lavoratori e imprenditori, per opporsi a questo processo di concentrazione, cercando alternative che consentano loro di sopravvivere, mentre la società nel suo insieme cerca di risolvere la radice delle contraddizioni di questo sistema inumano che distrugge tutto.” (G. Sullings – Economia Mixta)

 

La partecipazione dei lavoratori alla direzione dell’azienda

Chi mette un capitale rischia dei soldi, è vero. È anche vero che in un mercato di prodotti molto complessi, solitamente un lavoratore è altamente specializzato. Quindi, se perde il lavoro ha il rischio di non trovarne uno uguale. In generale, il lavoratore rischia il proprio presente e futuro nell’azienda. Per evitare la chiusura delle aziende e i conseguenti licenziamenti di massa, si potrebbe permettere ai lavoratori la possibilità di partecipare alla direzione dell’azienda. Questa cogestione, eviterebbe che i profitti prendono la strada della speculazione, permettendo il rinvestimento e la diversificazione nell’azienda stessa. Inoltre, si deve permettere ai lavoratori di partecipare agli utili, così da poter divenire anche proprietari dell’azienda stessa. Se i lavoratori sono anche proprietari dell’azienda, quando un robot sostituisce un essere umano nel processo produttivo, bene quel lavoratore può continuare a partecipare agli utili e alla gestione dell’azienda stessa. È perfettamente logico che nella sostanza ci sia sempre meno bisogno di “lavoro”, inteso come attività di sopravvivenza. Siamo in un epoca storica il cui, invece, si può iniziare a ragionare sul sogno di liberare l’uomo dal lavoro. È sicuro, che questo non avverrà dalla sera alla mattina, per certo questo avverrà solamente nella misura in cui si cambiano le regole del gioco. E la partecipazione dei lavoratori alla direzione d’azienda è esattamente una proposta che cambia drasticamente le regole, verso un futuro di emancipazione per tutti.

 

Come troveremo facilmente il nostro posto di lavoro

Anche lo stato deve giocare un ruolo fondamentale, individuando le necessità delle persone per indirizzare le produzioni verso ciò che veramente serve. In questo senso la distanza tra pubblico e privato si assottiglierebbe, trattandosi di interessi convergenti. Siamo arrivati al punto centrale della questione: è evidente che bisogna cambiare le regole. Una democrazia economica deve basarsi sul pilastro della democrazia diretta e partecipata. In una democrazia di questo tipo i lavoratori decidono veramente sulla gestione delle aziende e degli utili di esse.

L’equazione è semplice: democrazia diretta per avere una democrazia economica. Ma approfondiremo questi vasti concetti in successivi post.

Ci stanno abituando alla disoccupazione con la scusa della crisi; oppure ci dicono che se hai lavoro ma non hai lo stipendio, non è un problema. Si vuole legalizzare la schiavitù, proclamandola come un grosso progresso umano. Al solito, sono soltanto bugie dalle gambe corte.

Quindi, la questione non è solamente come trovare un lavoro, come se fosse solo un problema personale. Anche la questione del “mercato del lavoro” è semplicemente ridicola, le persone non sono merci da usare a proprio piacimento. Quel che conta adesso è trovare un nuovo modello economico che metta i diritti fondamentali dell’uomo al centro di tutto.

 

 

Vincenzo Barbarulli

 

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Altare del Sacreficio al Dio Denaro

Per mia fortuna in questi giorni ho avuto modo di ascoltare poco i nuovi ministri , ma quel poco che ho ascoltato o letto di quello che hanno detto devo dire che stanno andando oltre le mie aspettative…

Certamente già i ministri che si sono susseguiti negli ultimi venti anni (prima ero troppo giovane per potere avere dati attendibili degli anni precedenti) ci hanno abituati ai paradossi, a vivere in condizioni sempre disagiate, smantellando i posti di lavoro e la qualità dei contratti lavorativi, complici dei “poteri forti” , hanno lasciato chiudere aziende, aumentato i costi dei beni e servizi di prima necessità, dell’energia,  svenduto le proprietà pubbliche ed altre assurdità…

Recentemente avevo saputo che alcuni vertici Francesi avevo paventato una possibile guerra tra i Paesi europei se l’Italia o la Grecia non avessero pagato gli interessi e i debiti… Era dalla fine della seconda guerra mondiale che alcuno si era permesso di rilanciare la minaccia di guerre, in questo caso agganciandosi alla questione del debito, questo è un fatto molto grave ma che indica chiaramente chi sono i poteri forti e a cosa sono realmente interessati questi poteri.

Ascoltando il discorso del vice presidente del consiglio presente alla puntata del 6 Dicembre di Ballarò ho avuto conferma che i sacerdoti del Denaro hanno raccontato la favola degli spread ed in effetti si sono qualificati con le loro parole per quello che sono , interessati alla speculazione, al fatto che i titoli non perdano valore, e ancora ci hanno minacciato , prendendosela con i giovani e minacciandoli di dovere andare a fare i badanti all’estero nel caso non si continuassero a sacrificare loro e i loro nonni e padri. Invece che degli animali in sacrificio per tenere buono un Dio , ci chiedono in sacrificio il nostro corpo, il nostro presente , il nostro futuro, le nuove generazioni e quelle che stanno uscendo di scena, tutto in sacrificio in nome del più grande dio attuale il Dio Denaro.

Non è più la carestia, non è più la peste, e nemmeno un invasione barbarica che ci porta a doverci sacrificare per ricostruire, ma sono i tassi di interessi, le banche, gli spread, la speculazione, proprio mentre abbiamo tutte le risorse tecnologiche e scientifiche per invece vivere tutti 7 miliardi ed oltre in modo degno  (senza dover distruggere le risorse sempre per pagare i debiti alle banche) . Non c’è più un popolo dominatore che ci ha rubato tutto e si è arricchito , ma solo pochi individui, che hanno derubato e in pratica schiavizzato un intero Pianeta.

La Guerra non è più solamente quella fisica ma è una grande violenza economica che stanno attuando ai nostri danni in nome di una religione quella che dice che loro hanno tutto il diritto di fare gli usurai verso tutti , le famiglie, le aziende, i comuni e gli interi Stati ed addirittura verso interi continenti. Ci minacciano in qualsiasi modo solo se iniziamo a pensare che non crediamo alla loro religione , che è una religione che fa gioco favorevole ad una piccolissima cricca e che sopratutto i conti non ci tornano, il gioco è evidentemente truffato, il banco vince sempre!!!

Ci dicono non ci sono più i soldi, ci dicono che dobbiamo dei soldi agli altri, e chi sono questi altri? e come è che questi altri hanno guadagnato così tanto diritto verso di noi per chiederci sacrifici? Dove sono i soldi? li hanno bruciati? Ristampiamoli se sono andati bruciati!!!

Ma non era che nel capitalismo c’era il rischio? Hanno continuato a guadagnare sino ad oggi , senza produrre nulla per l’umanità, ora che se ci hanno messo in una condizione di dover fallire e ci potrebbero perdere il loro sconfinato privilegio, che c’è di strano? Siamo nel sistema capitalista, è contemplato, del resto hanno avuto questi immensi guadagni a fronte del rischio, ora che il rischio è concreto, vogliono guadagnarci ancora… Ma di quale capitalismo stiamo parlando?

Nel cosiddetto capitalismo attuale i “poteri forti” non rischiano mai perché con la forza ci obbligano comunque a farli cadere in piedi, a evitare la loro responsabilità di rischio , chiedendoci di coprire noi il loro rischio.E ci chiedono di fare una misera vita quando invece potremmo tutti lavorare meno e vivere meglio?

Tempio del dio Denaro

Invece l’assurdo che riescono ad imporci che il fatto che finalmente la tecnologia sta lavorando per l’uomo noi dovremmo morire di fame perché loro vogliono che in meno lavoriamo come prima e gli altri non lavorino affatto , non abbiano diritti, diventino degli emarginati e poi possibilmente muoiano prima della pensione.

Denunciamo quindi la truffa di questo Stato Parallelo , transnazionale, diretto dai “poteri forti” , delle Banche e Multinazionali, che in questi decenni già ha derubato la ricchezza dell’Italia e degli italiani (come altri Paesi del mondo) e che adesso per risolvere i problemi che esso stesso ha generato vuole darci il colpo di grazia! Come truffatori questi signori dovrebbero essere perseguiti dalla legge per i loro reati all’umanità, spesso mandanti di collassi economici di interi Paesi, di dittature, di conflitti armati, democrazie corrotte, etc… Questi poteri non vogliono un Europa unità, indipendente, ed autonoma, dei popoli,e della convergenza delle culture, ma vorrebbero dividere i vari Paesi europei inducendoli come minimo al litigio e alla divisione.

I trattati che questi signori hanno firmato o fatto firmare in nome nostro sono da annullare nelle parti evidentemente di truffa come il trattato di Maastricht dove ogni Paese si impegna a non avere più il diritto a stampare la propria moneta, rendendo tutti gli Stati aderenti dipendenti dalla Banca Centrale che ne controlla così le economie e di conseguenza la sovranità e la politica.

Bene per l’Europa unita ma dove ogni Stato è sovrano , decentrando la sovranità sino ai comuni, dove ogni decentramento di potere sino a livello comunale può stampare la sua moneta, dove gli interessi sul capitale sono in se stessi illegali e perseguiti per legge.

Alle prossime elezioni votiamo e diamo credito a chi porta avanti questi progetti oltre alla compartecipazione dei lavoratori nella proprietà e direzione delle aziende e alla nuova organizzazione politica tramite la Democrazia Reale decentrata sino al livello comunale, dove non ci sono più rappresentanti eletti ma dove ogni cittadino partecipa direttamente alle decisioni, senza delegare a dei rappresentanti.

E se non ci fosse alcun candidato che porta avanti queste istanze candidiamoci noi direttamente con l’obiettivo di fare attuare una legge per trasformare la nostra Democrazia Formale in Democrazie Reale e quindi non diventare rappresentanti degli altri ma ottenere che gli altri decidano direttamente senza avere come intermediari noi.

E se non ce la sentiamo di candidarci personalmente scordatevi di delegare a qualcun’ altro questo progetto , perché mai qualcun altro dovrebbe fare i vostri interesse se neanche voi vi occupate seriamente del vostro presente e futuro e non vi servirà a molto trovare giustificazioni del tipo che tanto non cambierà mai niente e voi non potete fare nulla… Se non usciamo dall’abitudine di occuparci  principalmente delle cose secondarie, se continuiamo solo a lasciar fare agli altri e non dedichiamo seriamente energie a che questo progetto diventi attuale e concreto, le cose andranno molto male per tutti ed anche per ognuno.

Ma quindi in alternativa a stare lamentarci, cosa ognuno di noi dovrebbe fare di nuovo da oggi?

Potrebbe come minimo iniziare a trovarsi con altri per studiare quali sono le possibilità reali di cambiamento per uscire da questa situazione.

Servirebbe una certa disponibilità a crescere come persone per vedere come smettere di essere dei mattoncini di questa piramide di potere che ci sta trascinando in questo baratro.

Serve una certa disponibilità a fare qualcosa per gli altri e per se stessi, solo aiutandoci possiamo affrontare questa violenza economica che una minoranza sta spingendo contro di noi.

E poi serve fare azioni solidali verso gli altri e di disobbedienza verso i violenti, partendo dalla disobbedienza mentale, iniziando a studiare , comprendere e riflettere sulla situazione reale.

Noi umanisti ci rendiamo disponibili a fare questa avventura insieme a voi, assicurandovi che abbiamo tutto quello che serve per contribuire fattivamente a questo ambizioso progetto.

Roberto Innocenti

 

 

 

 

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