Pubblichiamo le foto degli incontri realizzati recentemente sull’Economia Mista, è stato molto piacevole incontrare diverse persone che hanno fatto diverse domande interessanti e ci hanno permesso di migliorarci e di prepararci per il Workshop sulla Democrazia Diretta del 9 Giugno a Milano all’Auditorium di Via Valvassori Peroni.

Incontro 3 Maggio  – Biblioteca di Baggio – Zona 7 – Milano

Economia Mista - Biblioteca Baggio

Economia Mista - Biblioteca Baggio

 

Economia Mista 3 Maggio alla Biblioteca di Baggio

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Riprendiamo un post precedente per allargare il discorso, come si vedrà piano piano tutti i tasselli si compongono nel mosaico.

Abbiamo visto come la co-partecipazione dei lavoratori alla direzione delle aziende, sia un passaggio necessario per applicare la democrazia diretta. Abbiamo anche accennato che la democrazia diretta dovrà essere il nuovo paradigma fondante di un nuovo sistema economico, che pone l’economia come motore dello sviluppo della soggettività, anziché dello schiavizzamento di milioni di esseri umani e dello sfruttamento violento della natura e delle risorse, come avviene tristemente oggi.

Le necessità basilari saranno coperte per tutti gli esseri umani, senza distinzione. Sia che sia fornito un reddito di cittadinanza, piuttosto che dei servizi gratuiti, a tutti verranno garanti sanità, istruzione, alloggio e qualità della vita pari al soddisfacimento delle necessità minime. Va da se, che in un sistema che pone i diritti umani al centro di tutto, il lavoro sarà sempre più’ una scelta soggettiva. Sarà possibile dedicare il proprio tempo ad altro e questo aprirà il campo alla libertà umana e alla soggettività dello sviluppo della persona.

Garantire la libertà d’impresa sarà un compito dello stato coordinatore, fornendo a tutti gli studi sulla richiesta di prodotti da parte della popolazione. Questo potrà facilitare le decisioni imprenditoriali, anche per indirizzarle sui prodotti realmente necessari sul territorio.

Banche a partecipazione pubblica erogheranno prestiti a interessi di costo (senza interessi) per facilitare l’accesso al credito.

In seno alla collettività, che a quel punto si troverebbe a decidere, si aprirebbero prospettive nuove ed interessantissime. Infatti, se i lavoratori potessero decidere cosa fare dei profitti, insieme alla proprietà (imprenditore), è logico supporre che un compromesso ragionevole sarà di investire in parte i profitti (nuovo capitale) nell’azienda stessa. La logica conseguenza sarà l’espansione e la diversificazione della produzione, che porta con se la diversificazione del lavoro stesso e la creazione di nuovi posti di lavoro. Se tutte le aziende applicassero questa logica, non e’ difficile intuire che dei lavoratori ben remunerati –in quanto una parte dei profitti finirebbe direttamente nelle tasche dei lavoratori- alzerebbero i consumi, generando un virtuosismo nella collettività.

 

Finalmente si realizzerebbe l’equazione :

Più’ produzione=più’ ricchezza distribuita fra tutti= più’ qualità della vita per tutti.

 

Ma c’è’ molto di più di questo. In un impresa dove i lavoratori realmente prendono decisioni e acquisiscono lentamente parti di propietà e si legano allo sviluppo in un dato territorio, cadrebbe ogni interesse per ogni possible delocalizzazione dell’impresa stessa. Nessuno deciderebbe di privarsi del proprio benessere e del proprio futuro, se fosse in grado di influire nelle scelte dei consigli di amministrazione. Nessuno, più dei lavoratori, vorrebbe lo sviluppo di un azienda della quale diventano lentamente anche proprietari.

Inoltre, lo stato coordinatore, potrebbe imporre dei dazi su quelle aziende che decidono arbitrariamente di delocalizzare le produzioni. Con i soldi così recuperati, si potrebbe indennizzare i lavoratori, oppure aprire aziende a partecipazione pubblica dello stesso settore dei lavoratori licenziati.

 

Concludendo: come si vede creare nuovi posti di lavoro è solo questione che ci sia la volontà di creare uno sviluppo che non sia per pochi privilegiati, ma per tutti indistintamente. Ingredienti indispensabili: primo volerlo, secondo l’economia mista.

 

Vincenzo Barbarulli

 

 

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Sembra che tutto stia crollando: le istituzioni, le forme politiche, i valori di questa decadente civiltà planetaria, mentre nelle persone sta sorgendo una nuova sensibilità, l’aspirazione sincera e profonda per un nuovo Mondo.

Lo scenario fu descritto già dal 1991 nel Libro di Silo “Lettere ai Miei Amici” ed inoltre nella conferenza del 1994 di presentazione del suo libro vengono descritti due possibili scenari uno di un lungo Medioevo Mondiale ed uno, a cui aspiriamo, in cui la gente nell’ultima fase di destrutturazione di questo sistema inizierà a sentire che il progresso ci sarà se sarà di “tutti e per tutti” e si inizierà a ricostruire il tessuto sociale.

Nel 2008 Silo al termine del Documentario “Il Saggio delle Ande” sembra suggerire che stà per aprirsi il secondo scenario , ovvero quello dove la gente si auto-organizza nei quartieri e nei posti di lavoro e di fatto spingerà per la realizzazione di un modello sociale,politico ed economico che rispecchia i punti dell’economia mista.

Tratto da: Conferenza di Silo al suo libro “Lettere ai Miei Amici”(anno 1994):

E così arriviamo ad un mondo nel quale tutte le industrie, tutti i  commerci, tutta la politica, tutti i paesi, tutti gli individui sono schiavi della concentrazione del potere finanziario. Ha inizio la fase del sistema chiuso ed in un sistema chiuso non esiste altra alternativa che la destrutturazione del sistema stesso. In questa prospettiva la destrutturazione del campo socialista appare come il semplice preludio della destrutturazione mondiale che sta avanzando a velocità vertiginosa.
Questo è il momento di crisi nel quale ci troviamo. Ma lo sviluppo della crisi ammette diverse varianti. Per semplice economia di ipotesi,  nonché per esigenze di semplicità, nelle Lettere si tratteggiano a grandi linee due possibilità. Da una parte la variante basata sull’aumento dell’entropia in un sistema chiuso e dall’altra quella dell’aprirsi di questo sistema chiuso grazie all’azione, non naturale ma intenzionale, dell’essere umano. Vediamo la prima, che descriveremo  in un modo un po’ pittoresco.

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La disoccupazione ha toccato livelli mai visti negli ultimi 10 anni. Mentre istituzionalmente si affronta il tema con molta superficialità, a livello politico si vede nella possibilità di licenziare più facilmente i lavoratori “fissi” una possibile soluzione del problema. Oppure dicono di esportare di più a costo minore. In sostanza, vuol dire che gli stipendi vanno abbassati, per essere più competitivi.

Ovviamente, alla bontà di queste soluzioni non ci crediamo neanche lontanamente: è un attacco frontale ai diritti umani, nascondendo l’incapacità -unita a poca volontà- di creare nuovi posti di lavoro. La speculazione prende il posto degli investimenti e il gioco è fatto; ma in questa situazione il “gioco” è al ribasso.

Una cantilena monotona e triste riempie costantemente i mass-media, con la quale ci martellano tutti i giorni: non resta che peggiorare le condizioni di chi lavora, magari sostituendolo con un giovane che sarà disposto a lavorare il doppio per lo stesso stipendio -magari anche qualcosa meno- in un circolo vizioso senza via d’uscita. Alla fine pagheranno sempre i lavoratori e i piccoli imprenditori, senza mettere minimamente in discussione il carattere speculativo di un economia fraudolenta che crea ricchezza… per i soliti noti.

La soluzione potrebbe arrivare se si creasse una vera democrazia, una democrazia diretta appunto. In questo tipo di gestione, si democratizzerebbe anche la gestione delle aziende. Vediamo come.

Citando liberamente Sullings da “economia mixta”:

“Così nel momento attuale, questa legge del libero mercato, che non è stata altro che la legge della giungla, dove i più forti eliminano i più piccoli, non solo ha emarginato i lavoratori, ma ora anche molti imprenditori. ”


La regola dei mercati: la legge della giungla

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Questa sarebbe la campagna più importante che Avvaz dovrebbe lanciare , altro che quella sui politici che in questo momento mi sembra molto funzionale a discreditare ulteriormente ogni funzione democratica nel nostro Paese.

Certo molti Parlamentari sono stati corrotti dai Mercati Finanziari o meglio quelli che nei Mercati contano, ovvero i Grandi Banchieri, quindi oltre che denunciare la loro corruzioni sarebbe interessante denunciare chi li ha corrotti? No?

Inoltre Avvaz è stata criticata per la sua relazione indiretta con George Soros , un grande speculatore che nel 1992 riusci a speculare sul cambio della Sterlina , portando via alla Gran Bretagna 1,1 milardi di dollari ,da quel giorno fu conosciuto come colui che distrusse la Banca D’Inghilterra.

Parliamo ora di  come funziona la Frode Bancaria, per come ho potuto apprendere studiando due speack di William K. Black

 

Non ci sono tecnocrati, sopratutto dei geni, sei sei un buon economista deve avere ragione 2 volte su 10, non c’è nessuno economista tecnocrate che è in grado di indovinare 2 su 10.

Balzac: dietro a qualsiasi grande fortuna c’è un grande scandalo.

Come rubare 10 miliardi di euro?

Perchè ci sono delle crisi ricorrenti e sempre più gravi?

Quale è la causa? Le crisi ci sono sempre , possiamo imparare qualcosa?

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Finalmente anche Report nella puntata del 22 Aprile dal titolo “Smarcamenti in Campo ” parla di co-partecipazione dei lavoratori e tratta diverse esperienze recenti inoltre parla di Banche Democratiche e banche senza interessi che sono ambe due pilastri dell’Economia Mista.

(Unica nota incompleta del servizio di report non menziona ne la Jak Bank , come fece nel 2008 , ne il progetto Jak Bank Italia )

In particolare noi parliamo di Banca Senza Interessi in  uno Stato Decentrato e Coordinatore e di Democrazia Diretta come  l’ingrediente fondamentale in questo nuovo modello economico e sociale dove la democrazia diretta (senza delegati ne rappresentanti) è applicata ad ogni settore, nelle aziende, negli Ospedali, nelle Scuole, nella Banca di Stato, ed in altri settori.

Per conoscere l’economia mista vi invitiamo il 3 o il 4 Maggio a Milano nelle biblioteche, maggiori info qui.

Da un estratto da un nostro post che parla della banca senza interessi,

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